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Movimento 5 Stelle, la “grande fuga” dal partito. Dessì: “questa non è più casa mia”, anche Spadafora minaccia l’addio

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Il giorno dopo la nomina dei sottosegretari del governo Draghi, l’effetto potrebbe essere quello di un esodo vero e proprio

Quello che potrebbe ricordare a molti il film del 1963 “La grande fuga”, diretto da John Sturges, è in realtà ciò che sta accadendo all’interno del Movimento 5 Stelle. Il giorno dopo la nomina dei sottosegretari del governo Draghi, l’effetto potrebbe essere quello di un esodo vero e proprio. Alla Camera si rincorrono le voci sempre più insistenti di un passaggio al gruppo di Emilio Carelli, Il Centro-La Casa dei popolari, dell’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ora semplice deputato, e di Giorgio Trizzino e Roberto Cataldi. I diretti interessati al momento smentiscono, ma le reazioni di dissenso si fanno sentire. Tra queste è evidente quella del senatore, ormai ex grillino, Emanuele Dessì“Ho sperato fino a ieri che qualcosa potesse cambiare, inutilmente. Non sono mai stato d’accordo nel dare la fiducia a questo governo ma ho voluto, con l’assenza il giorno del voto, dare un ulteriore possibilità di ripensamento, soprattutto a me stesso. Lasciare compagni di viaggio a cui voglio un mondo di bene non è facile, 15 anni di storia comune non si cancellano facilmente. Forse un giorno ci ritroveremo in qualche battaglia insieme, lo spero, oggi però devo andare via. Questa non è più casa mia. Esco dal Movimento 5 stelle con un enorme tristezza nel cuore ma anche con tanta rabbia. Nei prossimi giorni ci sarà modo per parlare e per vederci con chiunque abbia voglia di confrontarsi e di continuare a lottare. Un abbraccio a tutti”. Lo scrive su Facebook il senatore, ormai ex M5S, Emanuele Dessì.

Sempre sui social Max Bugani, volto storico del Movimento e capo staff del Sindaco di Roma Virginia Raggi, risponde a Luigi Di Maio che in un’intervista a Repubblica apre all’ingresso di Giuseppe Conte nel M5S, definendolo un Movimento ‘moderato e liberale: “15 anni di battaglie per diventare una costola di Berlusconi? Un trionfo. Gianroberto Casaleggio in piazza ci fece scandire il nome di Berlinguer, non quello di Luigi De Mita”, attacca. Mentre l’ex viceministro al Mise Stefano Buffagni, non riconfermato, accusa: “Gestione disastrosa del Movimento. Dobbiamo lavorare per risollevarlo per non distruggere un sogno che condividiamo da anni! Non molliamo, il paese soffre causa Covid e la priorità sono i nostri concittadini!”, afferma rilasciando parole che suonano di pesante critica.