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Milano, il mistero sulla morte del clochard calabrese: aveva 100.000 euro e titoli bancari, ma viveva per strada

Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Alone di mistero sul clochard calabrese trovato morto a Milano: aveva soldi in banca, titoli azionari e percepiva una pensione, ma ha viveva per strada

Le rigide temperature e alcune patologie pregresse sono risultate fatali ad un clochard, trovato morto a Milano in un capanno improvvisato con teli e cartoni presso l’ex rampa di carico per le automobili alla stazione di Porta Garibaldi a Milano. La scoperta è stata effettuata dagli agenti della Polfer. La storia dell’uomo in questione però è davvero inusuale. Secondo quanto si legge su ‘Il Corriere della Sera’, l’uomo in questione risponde al nome di Umberto Quintino Diaco, un 75enne originario della di Paludi, paese alle pendici della Sila. L’uomo aveva lasciato la Calabria a 17 anni rinnegando la propria famiglia fino a scomparire senza avere più contatti con loro nonostante i tentativi di rintracciarlo da parte dei familiari.

A stupire maggiormente gli agenti sono state le informazioni riguardanti la vita privata dell’uomo, in realtà tutt’altro che un povero senzatetto: il signor Diaco possedeva infatti più di 100.000 euro in banca, 19.000 euro di titoli azionari, una pensione di 750 euro mensili, 2 furgoni intestati con tanto di assicurazione pagata, una casa in Calabria e aveva addosso 1235 euro in contanti. Può sembrare un ossimoro, ma si trattava di un clochard ricco. La sorella Chiarina ha raccontato di lui: “lo abbiamo cercato, non ha mai voluto farsi ritrovare“. L’uomo aveva inoltre rifiutato sempre le pressanti richieste degli operatori di poterlo aiutare.