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Mario Draghi, il racconto del compagno di liceo: “era bravo a basket, faceva copiare e con le ragazze…”

mario-draghi Foto di Roberto Monaldo / Ansa

Che tipo era Mario Draghi ai tempi del liceo? Un vecchio compagno di classe lo racconta fra sport, compiti in classe e ragazze

Negli ultimi giorni Mario Draghi è diventato il principale argomento di discussione in ogni discorso concernente la politica italiana. Una figura sicuramente già conosciuta per i suoi trascorsi politico-istituzionali ma che, visto il ruolo di nuovo presidente del Consiglio che dovrebbe ricoprire a breve, è stata analizzata maggiormente e sotto tanti punti di vista. La curiosità di scoprire novità sul carattere, sulla personalità e sul passato del nuovo Premier è tanta, al punto che a ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio1 si è tornati addirittura ai tempi della scuola. Che tipo era Mario Draghi quando frequentava il liceo ‘Massimo’?

Il dottor Giuseppe Tuffi, ex direttore del reparto di chirurgia d’urgenza all’Ospedale San Camillo di Roma, nonchè compagno di scuola di Draghi all’epoca, ha raccontato alcune particolarità sull’uomo più chiacchierato d’Italia: “ricordo un ragazzo molto serio e molto bravo a scuola: senza ombra di dubbio uno dei migliori della nostra classe.  È sempre stato molto bravo nelle materie scientifiche, non era orientato verso quelle letterarie. Non andava male in nessuna materia, prendeva 7 al massimo. Nella matematica era molto avanti a noi. Giocava a basket e a pallone, ma giocava meglio a basket, a calcio non eccelleva: era molto ragionatore anche all’ora, non era irruento, mi ricorda Di Bartolomei. Se era un bravo compagno di classe? Assolutamente, niente da dire, in molti ci siamo rivolti a lui. Passava i compiti specialmente di matematica, gli chiedevamo qualche informazione sul compito, c’era una grande severità da noi, giusto una parolina riuscivamo a scambiare: i gesuiti ci tenevano sotto un controllo terribile! Ragazze? Il liceo Massimo era una scuola solo maschile. Ci ‘arrangiavamo’ con una scuola privata all’Eur, di nascosto”.