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Istruzione, il piano del governo Draghi: scuole aperte in estate, turni pomeridiani e niente supplenti a settembre

Scuole aperte in estate e turni pomeridiani, basta cattedre vacanti a settembre: ecco le basi del piano del governo Draghi in materia d’istruzione

Nella giornata di ieri è iniziato il secondo giro di consultazioni fra il neo incaricato premier Mario Draghi e i rappresentati dei partiti politici italiani. Fra le criticità evidenziate nei colloqui a Montecitorio, senza dubbio quella legata alla scuola è apparsa fin da subito fra quelle alle quali affidare una maggiore priorità. L’ex presidente della BCE ha ben chiari in mente alcuni punti per migliorare la situazione scolastica italiana, particolarmente in merito alla qualità di un’istruzione a singhiozzo, dovuta alle difficoltà generate dalla pandemia, che rischia di acuire i gap formativi: attraverso i primi studi effettuati all’estero, sono già stati evidenziati gap formativi fra il 30% e il 50% per lingue straniere e matematica. In Italia questi dati non sono stati quantificabili in quanto il governo Conte non ha fatto svolgere le prove Invalsi, ma i dati non dovrebbero discostarsi più di tanto.

Istruzione, il piano del governo Draghi: scuole aperte in estate e/o nel pomeriggio

Foto di Roberto Monaldo / Ansa

Didattica a distanza non sempre efficace tanto quanto quella in presenza, quarantene e orari ridotti per evitare di congestionare i trasporti hanno spesso ridotto la quantità e la qualità dello studio dei giovani italiani. Il monito del presidente Draghi ai partiti è stato forte e chiaro: “rimodulare il calendario scolastico” dell’anno in corso, per recuperare i “numerosi giorni persi“. L’ipotesi maggiormente accreditata è quella di allungare il calendario scolastico fino ai mesi estivi di giugno o luglio, magari anche con turni pomeridiani durante l’anno. Opzioni che hanno fatto storcere il naso ai sindacati e agli insegnanti. La decisione spetterebbe alle singole Regioni, ma difficilmente si farà ostruzionismo in caso di pressing del governo.

Istruzione, il piano del governo draghi: basta cattedere vacanti a settembre

Foto di Roberto Monaldo / Ansa

Il secondo punto fondamentale a cui porre rimedio è il problema delle cattedre vacanti nel mese di settembre. Secondo il piano di Draghi, il governo deve lavorare fin da subito affinchè le cattedre siano assegnate e i docenti siano presenti in classe fin dal primo giorno del nuovo anno scolastico. Secondo le stime de ‘Il sole 24 Ore’, a settembre si rischia il numero incredibile di 220.000 cattedre vuote da coprire con dei supplenti: praticamente 1 docente su 4 precario. Il problema è legato al ritardo dei concorsi a cattedra, unito alla fallimentare gestione delle politiche di reclutamento da parte del ministero dell’Istruzione. Il ministro Azzolina ha ‘sbloccato’ il concorso straordinario da 32.000 cattedre, mentre restano ancora fermi i restanti due concorsi ordinari da 46mila posti.