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Reggio Calabria: lettera in ricordo di Carlo Restuccia, il giovane morto un anno fa in un incidente a Pellaro

carlo alberto restuccia

Reggio Calabria: lettera in ricordo di Carlo Restuccia. Il giovane è morto un anno fa in un incidente a Pellaro: “il tempo non sana le ferite”

Di seguito la lettera integrale di un’amica in ricordo di Carlo Restuccia, il giovane morto un anno fa in un incidente a Pellaro:

“Si fa spesso riferimento al tempo quando si parla con qualcuno che ha subito una perdita. “Vedrai che con il tempo le ferite faranno sempre meno male.” “Dai tempo al tempo, tutto prenderà il suo verso.” Il tempo che passa, a me, invece, ha sempre fatto paura. Il suo scorrere inesorabile senza alcuna possibilità di tornare indietro. E non sana di certo le ferite. Serve solo ad accettarle con meno fatica. Anche in questo caso è passato in velocità, ed è già un anno che non ci sei più. Ad alcuni sembrerà di aver sentito solo ieri il suono della tua voce, altri avranno l’impressione sia passata un’eternità. Qualunque sia il modo di percepirla, la tua assenza è un punto cieco, senza luce. Con questo mio scritto, però, non voglio evocare tristezza; voglio parlare di te, per te, in modo solare e luminoso. Come tu eri. Come tu sei. Tu non smetterai mai di essere. Hai lasciato all’interno delle vite che hai toccato, incontrato, sfiorato, quel sentimento di felicità che non svanisce nel tempo, quel senso di leggerezza  trasmesso attraverso il suono di una chitarra, quel dolce calore di una voce che canta una ninna nanna. A me hai lasciato l’amore per De Andrè, per le canzoni portoghesi, per la cucina. Mi hai trasmesso la bellezza e la straordinarietà del semplice. Mi hai mostrato che non serve chissà cosa per essere felici, bastano un po’ di vento tra i capelli, il mare, un tramonto, una coperta e un film, una cena fatta in casa. Mi sembrerà sempre di vederti, in tutti quei luoghi che ti piacevano o che ti sarebbero piaciuti. Spererò sempre di incrociare il tuo sguardo tra la folla. Non smetterò mai di credere che un giorno ti vedrò varcare la porta dello stesso posto in cui sono anche io. Ti ho cercato spesso in questo anno trascorso e ti ho certamente trovato, tutte le volte in cui ti sei voluto far trovare, nelle canzoni che ascoltavamo insieme, nelle canzoni nuove che sicuramente  avresti amato. Nel silenzio che c’è in mare quando si va sott’acqua. Nel sorriso della tua meravigliosa mamma. E in altre mille circostanze, che tengo solo per me. Caro Carlo, sono certa che presto o tardi ci rincontreremo, e quante, quante cose ho da dirti! Per adesso, starò qui a cercare di sfruttare al massimo tutte le possibilità, di vivere appieno tutti i momenti, anche per te, per il tuo grande cuore e per tutti i tuoi lucenti sogni. Tu viaggia, brilla, vaga…”