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Governo Draghi, il nuovo sottosegretario al Sud è calabrese Doc: la storia di Dalila Nesci e le lotte contro emigrazione giovanile, brogli elettorali e malasanità

Dalila Nesci

Da Parlamentare della Repubblica e Portavoce del M5S eletta in Calabria dal 2013, all’età di 26 anni, la neo sottosegretaria al Sud Dalila Nesci porta nel cuore la Calabria e da sempre lotta contro abusi e apparati che causano dipendenza dalla politica ed emigrazione giovanile

C’è un pezzo di Calabria nel nuovo Governo Draghi, è infatti Dalila Nesci il nuovo sottosegretario al Sud. Nata a Tropea, la perla del Tirreno in provincia di Vibo Valentia, nel 1986, di professione giornalista, si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria“Della mia terra custodisco le bellezze. Combatto, invece, contro abusi e apparati che causano dipendenza dalla politica e nuova emigrazione, quella dei più giovani”, è quanto si legge nella biografia del suo sito ufficiale. A partire dal 2009 si è attivata nel MeetUp di Reggio Calabria dedicandosi: ai referendum contro il nucleare e per la gestione pubblica dell’acqua, ad attività di guerrilla-gardening in città, alla presentazione, presso il Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, della mostra “All’ombra dell’Unità d’Italia” con l’intento di approfondire la vera storia dell’unificazione nazionale e per il superamento della questione meridionale.

Da Parlamentare della Repubblica e Portavoce del M5S eletta in Calabria dal 2013, all’età di 26 anni, Nesci si è occupata: di tutela del risparmio privato, lotta contro l’usura bancaria, scorrimento delle graduatorie delle Forze dell’Ordine, gestione dei rifiuti in Calabria, protezione dei cittadini che aiutano la magistratura, iniziative antimafia e autonomia dell’informazione molto spesso manipolata e soprattutto di diritto alla Salute. “Ho contribuito a difendere le associazioni sul territorio, anche minacciate dalla criminalità, e alla salvaguardia dell’ambiente insieme alle tante espressioni della società civile calabrese. Ho denunciato centinaia di imbrogli spaventosi nella sanità, smascherando la truffa del commissariamento e del piano di rientro. Ho ispezionato personalmente quasi tutti gli ospedali calabresi, annotando ogni volta, disservizi, scandali e abusi di gruppi di potere per cui ho chiesto ed indicato soluzioni”, scrive ancora la neo sottosegretaria.

Tra le buone proposte di legge, lei ci tiene a ricordarne soprattutto 4:

  • istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta sui crimini bancari, oggi operativa;
  • “elezioni pulite”, approvata alla camera, contro il voto di scambio e i brogli elettorali;
  • indagini sulla sicurezza dei punti nascita, visti i bambini e le madri morti di parto;
  • recupero delle centinaia di milioni di euro che la sanità calabrese deve avere dallo stato.

“Inoltre – sottolinea Dalila Nesci – , nell’assenza di nostri consiglieri in regione, ho depositato una proposta di legge di iniziativa popolare: con attivisti volenterosi e cittadini abbiamo raccolto più di 5mila firme. Il testo – volutamente sepolto dal consiglio regionale della Calabria – mira a cancellare sprechi milionari e a favorire l’immediata disponibilità di medici, infermieri e operatori sanitari negli ospedali privi di personale: tutto in linea con la a livello nazionali. Ho percorso in Calabria 200 mila chilometri con la mia auto, ho restituito oltre 130mila euro della mia indennità e ho scritto più di 3 mila atti; tra interrogazioni, esposti, emendamenti, diffide e note formali. Ho organizzato centinaia di incontri pubblici ed eventi di piazza su temi importanti. Ho denunciato i favori della mala-politica ad amici e compari, ho fatto annullare nomine dirigenziali illegittime, ne ho segnalato una montagna e ho studiato tanto: carte, atti e documenti occultati, che ho divulgato tramite web”.

Come membro della Commissione Affari Sociali e, da ottobre 2018, anche della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie, il suo obiettivo è stato quello di portare avanti con serietà il Contratto di Governo, per alimentare una rivoluzione politica permanente, che sia democratica, gioiosa e pacifica. “Sono convinta che, solo facendo proprie le parole guerriere di pace, democrazia e rappresentatività, potremo organizzare azioni coerenti davvero rivoluzionarie, che mirino, prima di tutto, a salvaguardare l’integrità della persona umana, nel quadro di una società, nazionale e di una nuova politica europea, più solida e coesa”, conclude. E quindi non resta che auguragli buon lavoro nella speranza che le sue idee possano rappresentare il rilancio per il Sud Italia.