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Governo, Draghi “fiducioso” e domani parte con le consultazioni: Zingaretti chiama il M5S, il centrodestra disponibile al dialogo

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Draghi ha accettato “con riserva” l’incarico del presidente Mattarella: la sfida inizia domani attraverso le consultazioni, ecco gli ultimi aggiornamenti

Mario Draghi ha accettato l’incarico del Capo dello Stato Sergio Mattarella, adesso proverà a cercare una maggioranza per sostenere quel governo di “alto profilo” che ieri il Presidente della Repubblica ha evocato nel suo discorso al Paese per affrontare la pandemia. Non c’è dubbio che si tratterà di un governo dal profilo europeista, che dovrà contare su una robusta maggioranza. Forse proprio per questo, quando Draghi dice di accettare “con riserva”, non pronuncia solo una formula di rito ma è consapevole di intraprendere una sfida difficile.

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Foto di Roberto Monaldo / Ansa

Tuttavia – prima di incontrare i presidenti di Senato e Camera poi raggiungere Conte a Palazzo Chigi – Draghi afferma di essere “fiducioso nel dialogo con i partiti, i gruppi parlamentari, le parti sociali”. Domani dovrebbero iniziare le consultazioni alla Camera ed i partiti sono già tutti riuniti e chiamati ad una scelta. Decisiva l’assemblea congiunta dei gruppi del Movimento 5 Stelle, con Beppe Grillo che ai suoi ha consegnato un messaggio netto: “Leali a Conte”. Il reggente Vito Crimi ribadisce anche oggi il “no” ad un governo guidato da Draghi (anche se all’interno del partito non c’è grande unione su questa decisione), aggiungendo che “per qualunque misura a livello parlamentare si deve sempre o comunque passare dai 5s”, che hanno numeri determinanti e sarebbero dunque “condizionanti”.

Per ora l’appoggio a Draghi è invece certo da parte di Pd con il segretario Nicola Zingaretti impegnato a chiedere un incontro a M5S e Leu per “andare avanti insieme anche in questa nuova fase”. Favorevole anche Italia viva di Renzi e Forza Italia, con Silvio Berlusconi, ha più volte espresso il suo favore ad un governo di salvezza nazionale ma ancora non ha assunto una posizione ufficiale rispetto a Draghi, nella necessità di mantenere l’unità del centrodestra, ancora oggi manifestata da Matteo Salvini al termine del vertice con gli alleati. Giorgia Meloni insiste sul voto e nega un “sostegno da parte di Fratelli d’Italia”, Salvini indica le elezioni come “via maestra” anche se si dice disponibile ad andare “senza pregiudizi ”a discutere le proposte con Draghi. Anche per il professore incaricato di costruire il nuovo governo varrà infatti la stringente logica dei numeri che ha sbarrato la strada al Conte ter ma il Capo dello Stato ieri è stato chiaro: o un governo di “alto profilo” oppure il voto. Altre soluzioni non ci sono.