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Fiducia Draghi, Di Maio: “io voto Sì”, il Movimento 5 Stelle attende i risultati della piattaforma Rousseau

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Di Maio e Conte voteranno Si al quesito sulla piattaforma Rousseau: “dobbiamo spendere al meglio i 209 miliardi del recovery plan conquistati in Europa grazie al MoVimento 5 Stelle”

Nella giornata il Movimento 5 Stelle vota sulla piattaforma Rousseau la fiducia al governo del premier incaricato Mario Draghi La decisione da prendere, infatti, è se partecipare o meno al nuovo esecutivo ha generato non poche polemiche all’interno del partito. I militanti iscritti hanno iniziato a esprimersi, hanno tempo per farlo fino alle 18. I risultati, annuncia il Blog delle Stelle, saranno pubblicati dopo le 19. La mattinata, però, viene subito caratterizzata dalle parole pronunciate da Davide Casaleggio che attribuisce a Vito Crimi la paternità del quesito – nella sua formulazione – così come viene posto ai militanti su Rousseau: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.

Voterà fermamente sì, e non lo nasconde, Luigi Di Maio, che scrive sui social: “Io mi fido di Beppe Grillo, che è sempre stato più lungimirante di tutti noi. Io mi fido di Giuseppe Conte, perché non era scontato che dicesse di votare sì su Rousseau per la formazione del nuovo governo. È stato un gesto di grande responsabilità. Io mi fido di voi, di quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi otto anni. IO VOTO SÌ, perché non esiste una maggioranza senza di noi. IO VOTO SÌ, perché dobbiamo difendere ciò che abbiamo costruito per l’Italia. IO VOTO SÌ, perché dobbiamo spendere al meglio i 209 miliardi del recovery plan conquistati in Europa grazie al MoVimento 5 Stelle”. Le polemiche, dunque, non sono mancate, in molti pensano che il super-Ministro possa essere proprio Di Maio. Il testo del quesito, si lamenta, è stato scritto in maniera tale che è difficile dire no. E soprattutto manca la terza possibilità fra il sì e il no: l’astensione. Ma è evidente che Beppe Grillo e vertici tifano per il via libera, mentre i frondisti di Alessandro Di Battista, con Davide Casaleggio sullo sfondo, sperano nel clamoroso ribaltone che rimetterebbe in gioco la stessa leadership del Movimento.