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Draghi, discorso al Senato prima della fiducia: “il Paese ci chiede di fare il possibile, combattere la pandemia e contrastare la crisi economica senza perdere tempo” [FOTO E VIDEO]

  • Foto di Roberto Monaldo / Ansa
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  • Foto di Maurizio Brabatti / Ansa
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  • Foto di Angelo Carconi / Ansa
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Continua il dibattito e il voto sulla fiducia al premier incaricato Mario Draghi, che sarà confermata da tutti i partiti tranne Fratelli d’Italia

E’ iniziato questa mattina alle ore il discorso con cui il presidente del Consiglio Mario Draghi ha illustrato il suo programma e chiesto la fiducia al Senato, nel primo dei due passaggi parlamentari che porteranno all’ufficiale insediamento del governo nominato la scorsa settimana. “Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori – ha affermato Draghi – . Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione”. “Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile – ha continuato – , senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci è stato affidato. Questo è lo spirito repubblicano del mio governo”.

Dopo il discorso dell’ex presidente della Bce ci sarà la discussione in aula, che porterà in serata al voto dall’esito scontato: voteranno la fiducia tutti i partiti a parte Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e il governo avrà quindi una maggioranza larghissima. La fiducia alla Camera sarà votata giovedì. L’attesa quindi non è tanto sul risultato delle votazioni, quanto sul discorso di Draghi, che per la prima volta spiegherà pubblicamente, e presumibilmente nel dettaglio, come intende affrontare i temi della pandemia e della ripresa economica. Il dibattito successivo al discorso di Draghi andrà avanti per tutta la fine della mattinata e per il pomeriggio, con in mezzo le varie procedure di sanificazione dell’aula e la replica del premier prevista per le 20,40. Il voto si terrà dopo, e il risultato dovrebbe arrivare tardi, dopo le 22.

Draghi: “vaccini sufficienti e rapidi per ridurre varianti, imparare da esperienze di altri Paesi”

“La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuire il vaccino rapidamente ed efficientemente”. Lo dice il premier Mario Draghi in Aula al Senato. Bisogna fare “tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparare da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus”“Sul piano di vaccinazione – prosegue Draghi – gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private”.

Draghi: “la DaD ha creato disuguaglianze, il rientro deve avvenire in sicurezza”

“Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza”. Lo dice il premier Mario Draghi nel discorso programmatico in Aula al Senato. “La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze. Un dato chiarisce meglio la dinamica attuale: a fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti (il61,2% del totale) ha avuto assicurato il servizio attraverso la Didattica a Distanza”, ha affermato Draghi sul tema scuola.

Emergenza Covid, Draghi: “proteggere tutti lavoratori ma non tutte le attività. Selezionare quali tutelare e quali accompagnare al cambiamento”

“La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento”. A dirlo, in aula al Senato, il premier Mario Draghi sul tema lavoro. “La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore. Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione europea mediante il programma Sure, è stato possibile limitare gli effetti negativi sull’occupazione. Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito”, ha aggiunto il premier.

“Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”. Lo dice il premier Mario Draghi in Aula al Senato. “Non è buona idea cambiare tasse una alla volta – sottolinea – . Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli”.  Il premier ha poi spiegato la necessità di ridurre il carico Irpef preservando la progressività: “va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale”.

Draghi: “prima della fine del 2022 non si tornerà ai dati economici di pre-pandemia”

“Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che sebbene nel 2020 la recessione europea sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse e che quindi già fra poco più di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attività economica pre-pandemia- in Italia questo non accadrà prima della fine del 2022, in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle sue dichiarazioni programmatiche al Senato.

Governo, Draghi: “adeguare università e investire nella ricerca”

“La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. Occorre infine costruire sull’esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialità con l’impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, parlando in aula al Senato nella seduta per la fiducia al governo. “In questa prospettiva – continua – particolare attenzione va riservata agli ITIS (Istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. E’ stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate”.

Draghi: “mutamenti climatici hanno effetti diretti su vita e salute”

“Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice nell’Aula del Senato. “La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia – continua – dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta”.

Parità di genere, Draghi: “puntiamo a riequilibrio gap salariale uomo-donna”

“L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro”. Lo ha detto il premier Mario Draghi al Senato.

Draghi: “portare turismo fuori da disastro, si cambi modello”

“Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”. Lo dice il premier Mario Draghi in Aula.

Draghi: “infrastrutture in tempi certi in linea con Recovery e compatibili con costi e indirizzi sostenibilità”

“In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza. La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore”. Lo dice il premier Mario Draghi nel discorso programmatico in Aula al Senato. “Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti”, ha affermato.

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