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Messina, De Luca si dimette da Sindaco: “la mia è stata una vittoria di Pirro, la città non deve pagarne le conseguenze”

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Con una diretta Facebook Cateno De Luca ha confermato le dimissioni da Sindaco di Messina: “mi prendo tutti i rimproveri del mondo, ma nessuno può dire che la città non ha avuto un buono Sindaco”

Una bottiglia di Ferrari e dei bicchieri con tanto di nominativo. Il presidente Nello Musumeci, l’assessore Ruggero Razza, le consorterie, una parte della città, deputati nazionali e regionali, sono questi gli invitati al brindisi che ha virtualmente organizzato il Sindaco Cateno De Luca. Il Consiglio Comunale di Messina ha bocciato la mozione di fiducia, trasmettendo nelle mani del primo cittadino la decisione di rendere efficaci le sue dimissioni presentate 20 giorni fa. Ebbene, De Luca ha scelto ed ha annunciato le sue dimissioni tramite una delle sue classiche dirette Facebook. Ecco il suo discorso:

“Abbiamo preparato dei calici. Il 24 gennaio del 2018 i messinesi mi hanno scelto per governare la città. Messina bella protagonista e produttiva. Molti candidati sindaci hanno avuto i consiglieri comunali, a differenza mia che non ho potuto contare su nessun consigliere perché nessuno nelle mie liste ha superato la soglia di sbarramento del 5% necessaria per entrare a Palazzo Zanca. Ma ho sempre pensato che all’interno avrei trovato collaboratori con cui poter governare e controllare le attività della mia amministrazione. Nonostante ciò con la Giunta non abbiamo rinunciato a governare la città giorno per giorno, ma la mia è stata una vittoria di Pirro. La mia preoccupazione non è stata quella di perdere popolarità o di subire le reazione delle lobby, ma è stata sempre quella di reagire di andare avanti perché la città non meritava le conseguenze della mia vittoria di Pirro. Pur essendosi verificato per la prima volta in Italia, di essere eletto Sindaco senza alcun consigliere comunale, al cospetto del possibile baratro sociale ho cercato con tutti i mezzi di governare questa comunità e di farlo con provvedimenti che la città aspettava da dieci anni. Non ho difficoltà ad ammettere che la mia visione non era del tutto corretta e soddisfacente, di tutto mi sarei aspettato però piuttosto che avere di fronte con una classe burocratica senza scrupoli. In questa complessiva melma però abbiamo individuato funzionari di buona volontà, non disposti a partecipare al declino”.

De Luca ha ricordato successivamente la fase in cui era anche deputato regionale, succeduto da Danilo Lo Giudice, l’impegno di sindaco Metropolitano, il compimento del progetto “Salva Messina” che portò quella volta a revocare le dimissioni, per poi venire al nocciolo del suo discorso: “Il ruolo di Sindaco è stato molto difficile, perché in Sicilia ci siamo trovati anche con la finta costituzione delle Città Metropolitane. Io mi sono sempre trovato solo sia a Palazzo Zanca che al Palazzo dei Leoni, e comunque molti importanti risultati sono arrivati. Voglio inoltre ricordare a me stesso che per fare il Sindaco mi sono dimesso da deputato regionale dopo attacchi terribili ricevuti da Pd e M5s, personaggi che per costringermi alle dimissioni hanno messo in difficoltà il presidente del parlamento siciliano. Le stesse pressioni le abbiamo avute, insieme agli assessori, nel Palazzo municipale perché erano presenti delle lobby che ci impedivano di operare. Anche i mass media non sono rimaste lontane da queste logiche, ma forse neanche io sono stato capace di evitare il cortocircuito. Ma certo, siamo uomini liberi che ci hanno messo faccia e salute. Se qualcosa non è andato per il verso giusto in questi anni, la responsabilità è mia perché sono il Sindaco, perché gli uomini e le donne della mia Giunta e tutti coloro che si sono adeguati al mio operato li ho scelti io! E a loro dico grazie. Mi prendo tutti i rimproveri del mondo, ma nessuno può dire che la città non ha avuto un buono Sindaco. Oggi abbiamo scritto un’altra pagina straordinaria, eliminando quasi 400 milioni di euro di debiti. Il Consiglio comunale hanno dovuto approvare la delibera sul bilancio per non essere accusati di omissioni ed essere mandati a casa. La città deve sapere che ho avuto la capacità di rendere questa città la quarta Città Metropolitana ad approvare il bilancio, la prima in Sicilia, restituendo dignità a Messina. Ho rischiato la vita per lavorare, mentre in Aula i Consiglieri non neanche stati in condizione di replicare nel dibattito sul bilancio. Fino alle 23 continuerò a ripetere la storia di questi anni, perché solo a quell’ora avranno effetto le mie dimissioni. In questa fase di pandemia nessun deputato provinciale e regionale si è mosso contro l’inefficienza dell’Asp. Chi tocca la sanità muore, io ripeto, e qui si è visto chi sono gli uomini e le donne libere. Il Consiglio comunale ha paralizzato il lavoro dell’amministrazione, nessun consigliere ha manifestato la solidarietà nei miei confronti, a dimostrazione che io non avevo le spalle coperte. Ed ecco che siamo arrivati alle mie dimissioni del 15 di gennaio con una plateale presa di posizione perché io non ci sto più”. Ed è proprio in quel momento che per “problemi tecnici” la diretta è stata interrotta. Che non sia uno degli scherzetti con i quali De Luca ha abituato i messinesi?

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