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Daniele Liotti e la scelta Reggina: “E’ la squadra di mio padre, non potevo dire no”

reggina ternana liotti Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il calciatore della Reggina Daniele Liotti si confessa in un’intervista in cui parla della sua passione per la cucina e per la scelta dello scorso anno

Daniele Liotti è la rivelazione di questa stagione in casa Reggina. Capocannoniere amaranto con 5 gol, pur essendo un terzino sinistro, è arrivato in riva allo Stretto nel gennaio dell’anno scorso, presentandosi al pubblico del Granillo con il super gol contro la Ternana. Calabrese di nascita, si è trasferito in quella che – difatti – è la squadra di suo padre. E’ lui stesso a rivelarlo in una piacevole intervista a pranzo con l’addetto stampa del club Filippo Mazzù, in cui il calciatore parla anche della sua passione per la cucina.

“Passione che ho avuto da piccolo – confessa – da quando avevo 13 anni. Mio padre mi ha detto di imparare un mestiere, c’era un ristorante sotto casa e così li ho iniziato come cameriere e in cucina come pizzaiolo. Mi è sempre rimasta la passione, mi piace cucinare quando sono a casa, ma ho anche qualche altro come la musica e le serie tv”.

“Se pensavo di arrivare in B e segnare 5 gol? E’ veramente difficile, per come sono andate le cose. Calcisticamente sono cresciuto nel Catanzaro, a 17 anni mi chiamò il Catania per andare lì in Primavera. Poi dalla Serie D sono arrivato fino alla B, ma mi sono sempre sacrificato per raggiungere gli obiettivi. Come ogni bambino, anch’io da piccolo sognavo la A. Già la B comunque è un traguardo bellissimo. A Pisa l’avevo già ottenuta nonostante i tanti infortuni. A gennaio 2020, poi, la Reggina, la squadra di mio padre, non potevo rifiutare. Ho trovato un ambiente bello, la passione a Reggio non c’era più ma con l’arrivo del presidente Gallo l’ha riportata”.

Daniele Liotti, i rapporti col fratello e il numero di maglia: “Con mio fratello Francesco c’è un bellissimo rapporto, anche lui ha la passione per il calcio. Insieme alla mia famiglia e a mio zio hanno una società, la Real Pizzo. Da piccolo aveva iniziato a giocare e poi per altri motivi ha lasciato. Mi è sempre piaciuto il numero 19, da quando ero a Siracusa, perché un mio amico mi disse di prenderla e che mi avrebbe portato fortuna. Così fu perché segnai diversi gol e così la confermai a Pisa. Qui a Reggio la 19 era del Tanque. Ci ho provato ma lui mi prende sempre in giro: ‘La vuoi?’. Però quest’anno mi ha portato fortuna anche la 94”.