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Coronavirus in Sicilia, scende drasticamente il numero dei ricoveri: l’Isola vede la zona bianca, ecco i DATI degli ospedali

La Sicilia agisce in maniera accurata sul sistema di monitoraggio e questo permette di poter sperare presto nel periodo delle riaperture

Migliora in maniera netta adesso la situazione epidemiologica in Sicilia, ma per i medici “non bisogna allentare la guardia per evitare la risalita dei contagi”. Dal 15 al 21 febbraio l’Isola ha registrato dati che spingono verso la zona bianca: la media è scesa a 65 nuovi positivi ogni 100mila abitanti contro i 50 necessari per allentare ulteriormente le limitazioni, e inoltre si è registrato un calo drastico dell’occupazione dei posti letto negli ospedali: “la Sicilia ottiene i frutti di un periodo di restrizioni, ma non deve sperperare il vantaggio acquisito. Bisogna continuare con misure mirate”, ha affermato lo statistico dell’ospedale Civico di Palermo, Giuseppe Natoli.

Nel dettaglio ieri (qui il bollettino completo) i nuovi contagi sono stati appena 411, con un tasso di positività crollato al 2,2% (secondo miglior dato d’Italia dopo la Sardegna) dei pazienti testati, ma anche in prospettiva i numeri sono confortanti: nella settimana dal 15 al 21 febbraio i nuovi casi sono stati 3.246 (il 22,5% in meno rispetto ai 4.190 dei 7 giorni precedenti) e scendono drasticamente i ricoverati, che domenica sono tornati per la prima volta da ottobre sotto la soglia “psicologica” di 1000. I posti occupati nei reparti di degenza ordinaria (occupato il 22% dei posti letto) e terapia intensiva, ieri, sono scesi ancora, attestandosi a quota 985 (142 dei quali in rianimazione, ovvero il 17% del totale a disposizione).

Secondo gli osservatori, però, si iniziano a vedere anche i benefici dei vaccini: “stanno iniziando a fare effetto – suggerisce Natoli – ma si accompagnano probabilmente a una maggiore presa di coscienza. Il lockdown ha cambiato le nostre abitudini: io credo ci sia una sensibilità più diffusa, come del resto era avvenuto durante l’epidemia di spagnola fra la seconda e la terza ondata”. Proprio per questo ieri sera la dirigente generale del dipartimento Attività sanitarie della Regione, Maria Letizia Di Liberti, ha diramato una circolare per cambiare le modalità dei tamponi a tappeto praticati nei drive-in: il nuovo test rapido di seconda generazione verrà usato per i sospetti (ad esempio chi è stato a contatto stretto con un positivo) e per gli obiettivi predefiniti dalla campagna di ricognizione (i militari, i vigili del fuoco e le altre categorie di osservati speciali), mentre quello di prima generazione sarà impiegato per chi si presenta spontaneamente a fare la verifica. Per la conferma dei casi sarà usato comunque il tampone molecolare. E’ il sistema per continuare a agire in modo mirato sul contact tracing e sperare arrivi presto il periodo delle riaperture e della programmazione in vista della stagione estiva.