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Coronavirus, il vero tasso di mortalità della pandemia: in Calabria negli ultimi 3 mesi meno morti della media storica nello stesso periodo. I DATI UFFICIALI del Ministero della Salute

  • Grafico città del centro-sud Italia: mortalità media giornaliera totale per settimana dal 5 febbraio 2020 al 2 febbraio 2021
    Grafico città del centro-sud Italia: mortalità media giornaliera totale per settimana dal 5 febbraio 2020 al 2 febbraio 2021
  • Reggio Calabria schema mortalità
    Reggio Calabria schema mortalità
  • Catanzaro schema mortalità
    Catanzaro schema mortalità
  • Messina schema mortalità
    Messina schema mortalità
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I dati ufficiali del Ministero della Salute hanno analizzato l’andamento della mortalità giornaliera delle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19: Reggio Calabria e Catanzaro sono le migliori tra quelle analizzate

La seconda ondata del Coronavirus non ha inciso sul tasso di mortalità a Reggio Calabria e Catanzaro, mentre Messina è stata soltanto sfiorata dalla pandemia. Emergono riscontri importanti dalle statistiche pubblicate dal Ministero della Salute, relative all’andamento della mortalità giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19, e vanno a confermare ciò che sulle nostre pagine osserviamo e raccontiamo da ormai quasi un anno. Il territorio calabrese non ha visto un incremento del numero di morti nei mesi di novembre, dicembre 2020 e gennaio 2021. Questo perché le vittime registrate sono per la maggior parte anziani e/o pazienti con diverse patologie pregresse che quindi, con o senza aver contratto l’infezione, avrebbero comunque avuto poche speranze di sopravvivenza.

città nord italia mortalità media giornaliera totale per settimana dal 5 febbraio 2020 al 2 febbraio 2021

Grafico città del nord Italia: mortalità media giornaliera totale per settimana dal 5 febbraio 2020 al 2 febbraio 2021

Il risultato è ben chiaro dai grafici e i numeri pubblicati dal Governo tramite il proprio sito ufficiale. Per stilare i dati sono stati presi in considerazione i decessi quotidiani (persone e residenti nel Comune) e sono stati confrontati con la serie storica di riferimento (chiamato nel grafico “valore atteso”). Per ogni città, la mortalità giornaliera attesa è definita come la media per giorno della settimana e numero della settimana calcolata nei 5 anni precedenti e pesata per la popolazione residente (dati ISTAT) per tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione. Come si può notare in generale (clicca sul grafico a destra per ingrandire), il picco anomalo della seconda ondata si è registrato sia nel Nord che nel Sud Italia tra la fine di ottobre 2020 e la metà di dicembre 2020; nel mese di gennaio 2021 invece si è registrata ancora una mortalità in eccesso in diverse città del Paese, mentre in altre i valori sono significativamente più bassi dell’atteso attribuibile al forte eccesso di mortalità associato all’ondata epidemica dei mesi precedenti ed alla bassissima incidenza delle sindromi influenzali registrata nelle prime settimane del 2021. L’andamento della curva di mortalità a febbraio 2021 poi è in netta decrescita, si è allineata con la media dei cinque anni precedenti (periodo 2014-2019), quindi è chiaro che la parte più critica è stata superata.

variazione percentuale della mortalità totale per mese nelle città del centro sud italia

Grafico variazione percentuale della mortalità totale per mese nelle città del centro-sud Italia

Un altro dato evidenziato dai grafici è l’anomalia della mortalità osservata nel 2020 rispetto alle variazioni stagionali (valori massimi nel periodo dicembre-febbraio e valori minimi nel periodo giugno-agosto), osservato nei 5 anni precedenti. Nel 2020 si sono verificati due picchi di mortalità in corrispondenza della prima fase (marzo-aprile) e della seconda ondata (ottobre-dicembre) dell’epidemia Covid-19. Il forte incremento della mortalità osservata (linea rossa) nella prima fase dell’epidemia di COVID-19, è stato seguito da una riduzione che ha riportato la mortalità in linea con i valori di riferimento (linea nera) a fine maggio. A partire dalla seconda metà di ottobre si è osservato il secondo incremento della mortalità che ha raggiunto il picco nella seconda metà del mese di novembre per poi tornare ai valori di riferimento a gennaio 2021. Tale fenomeno è attribuibile ad un possibile effetto “harvesting”, che in seguito al forte incremento della mortalità osservato nei 2 mesi precedenti, ha ridotto la quota dei soggetti più fragili ad elevato rischio di mortalità che negli anni precedenti nei mesi di maggio e gennaio erano esposti ai virus influenzali. Il sistema di sorveglianza InfluNet dell’ISS evidenzia la bassissima incidenza delle sindromi simil-influenzali nelle prime settimane del 2021 quando negli anni precedenti veniva invece raggiunto il picco epidemico stagionale.

stima della variazione percentuale della mortalità totale novembre dicembre 2020 gennaio 2021

stima della variazione percentuale della mortalità totale novembre dicembre 2020 gennaio 2021

Andando più nello specifico e analizzando la tabella sulla “stima della variazione percentuale della mortalità totale per il periodo 1-30 novembre, 1-31 dicembre 2020 e 1-31 gennaio 2021 nelle città italiane” (clicca sul grafico a destra per ingrandire) si vede chiaramente quanto la pandemia abbia inciso nel tasso di mortalità dei Comuni settentrionali e quanto, al contrario, non abbia destato alcun cambiamento a Reggio Calabria e Catanzaro. Anzi, nel mese di dicembre 2020 le due città calabresi hanno registrato rispettivamente un calo del -10% e del -7% rispetto ai decessi attesi, cioè alla media che si è verificata nel periodo 2014-2019 (in alto la gallery scorrevole con i grafici delle città) Dal 25 novembre 2020 al 2 febbraio 2021 a Reggio Calabria si contano 361 decessi contro i 381 del valore atteso (ben 180 sono ultra 85enni), a Catanzaro nello stesso periodo invece i morti sono stati 142 rispetto alla media di 172. Un discorso diverso invece va fatto per Messina, visto che nella città dello Stretto sono morti 619 pazienti a differenza dei 542 indicati dal valore atteso: dati in leggero rialzo ma che non sono paragonabili ai Comuni del Nord e neanche alle più vicine Catania e Palermo. Le statistiche ufficiali del Ministero della Salute ribadiscono dunque come la Calabria sia stata in assoluto la Regione della Penisola italiana meno colpita dalla pandemia del Coronavirus, effetto questo di fattori ambientali e sociali che permettono di affrontare la situazione con maggiore tranquillità rispetto al resto del territorio nazionale.