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Chi è la nuova sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni? “Non leggo un libro da 3 anni”, anche il padre le votò contro

Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni Foto di Giorgio Benvenuti / Ansa

Chi è la nuova sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni? Niente libri, problemi di geografia e quella volta che il padre votò contro di lei

Nella serata di ieri Mario Draghi ha reso note le nomine dei sottosegretari del suo governo. Fra i nomi più discussi c’è sicuramente quello di Lucia Borgonzoni, membro di spicco della Lega che ha assunto il ruolo di sottosegretaria alla Cultura generando un’anomalia davvero particolare nel ministero della Cultura: il ministro Dario Franceschini è uno scrittore, la sottosegretaria invece non è molto incline alla lettura. Tre anni fa, durate il governo Conte I, la Borgonzoni dichiarò “non leggo un libro da tre anni, l’ultimo è stato Il Castello di Kafka“. Del resto, lavorando molto, non tutti hanno il tempo di leggere. “Magari adesso andrò di più al cinema e al teatro” aggiunse, prima che il Covid fermasse anche quelli. Una buona occasione per dedicarsi magari alla lettura, anche di un libro di geografia: alla domanda che le fu posta l’anno scorso su quali Regioni confinano con l’Emilia-Romagna, rispose “il Trentino“.

Foto di Giorgio Benvenuti / Ansa

Bolognese, 44 anni, Lucia Borgonzoni si è diplomata in arti figurative all’Accademia di belle arti come interior designer. Fedelissima di Matteo Salvini, venne soprannominata ‘la Boschi della Lega‘, etichetta che non le piacque granchè: “Non mi pare un complimento, e poi la Boschi è un po’ sciapa“. La sua scalata nel partito leghista ha toccato il suo apice con le candidature prim a asindaco di Bologna nel 2017 e poi come presidente della Regione Emilia-Romagna: in entrambe le occasioni fu battuta. Particolare l’aneddoto sulle elezioni regionali: il padre, di idee politiche di sinistra, ammise di non averla votata. All’epoca la sua candidatura diede vita al movimento delle Sardine che contribuì alla vittoria di Bonaccini. Celebre inoltre la sua irruzione in un campo rom, ai tempi delle ‘ruspe’ di Salvini, nella quale venne schiaffeggiata da un sinti poi condannato a 20 giorni.