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Caso doping Schwazer, incredibile svolta. Secondo il giudice: “non ha commesso il fatto”, pesanti accuse alla Wada

Foto di Stefan Wallisch / Ansa

Svolta nel caso Schwazer: secondo il gip del Tribunale di Bolzano il procedimento dovrebbe essere archiviato perchè il marciatore “non ha commesso il fatto”

Il caso Schwazer è ben lontano dal considerarsi concluso. Nel gennaio del 2016 il mondo dello sport italiano fu scosso dalla positività al doping di Alex Schwazer che, nell’agosto dello stesso anno, fu poi squalificato per 8 anni essendo recidivo al doping. Il caso è sempre stato avvolto da un alone di mistero relativo alla possibile manipolazione delle provette e alle resistenze di Wada e Iaaf nel fare chiarezza sulla vicenda.

Quest’oggi il gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino ha disposto l’archiviazione del procedimento penale poichè a suo dire Alex Schwazer non ha commesso il fatto. Nella motivazione del Gip si legge che la realtà di questo processo è che “la catena di custodia dei reperti in perizia è di fatto del tutto evanescente”. Il Gip fa inoltre riferimento all’ostruzionismo di Wada e Iaaf in maniera piuttosto dura: “hanno operato in maniera totalmente autoreferenziale non tollerando controlli dall’esterno fino al punto di produrre dichiarazioni false. E’ quindi provato che la manipolazione delle provette che lo scrivente ritiene provata con altro grado di probabilità razionale, avrebbe potuto avvenire in qualsiasi momento a Stoccarda come a Colonia (nel locale degli uffici dell’agenzia incaricata del prelievo o nel laboratorio del controllo, ndr), ove si è dimostrato esservi provette non sigillate dunque agevolmente utilizzabili alla bisogna”. Il giudice ha accolto la richiesta del pm e rilancia dure accuse contro le due associazioni. Il giudice ritiene “accertato con altro grado di credibilità” che i campioni di urina nel 2016 furono alterati per far risultare l’atleta positivo.

Doping e caso Schwazer, Donati: “Alex era contento, sarebbe pronto per Tokyo Roma”

“Senz’altro è un giorno di sollievo ma non può cancellare anni di sofferenza e di impotenza verso la verità imposta dal potere. Ho parlato con Alex ed era emozionato. Si sta allenando, è molto costante. L’ho tenuto a un livello non molto elevato ma in una condizione tale che, se dovesse arrivare giustizia pure in ambito sportivo, senz’altro potrebbe essere pronto per i Giochi di Tokyo”. Lo dice a LaPresse Sandro Donati, allenatore di Alex Schwazer, commentando l’archiviazione del procedimento penale a carico dell’ex marciatore azzurro da parte del tribunale di Bolzano per ‘non aver commesso il fatto’. Il riferimento è alla presunta positività al doping emersa nel 2016, che aveva portato a una squalifica di otto anni per l’atleta. Per quanto riguarda invece le ripercussioni dal punto di vista personale Donati ringrazia “chi mi ha dato fiducia nei momenti più bui prendendosela invece con gli altri che si sono associati ai dopati di professione e mi hanno attaccato perché io li ho combattuti a lungo”“Soltanto quando è entrata in gioco la magistratura sono venute fuori alcune cose, anche se in minima parte. Ora vorrei che gli addetti ai lavori e il pubblico sportivo riflettano su questo caso affinché cose del genere non accadano mai più”, ha concluso.

Caso Schwazer, Mei: “le sentenze non si commentano mai, bisogna rispettare l’operato della magistratura”

“Siamo nel pieno del primo Consiglio federale, e devo dire che non ho avuto modo di leggere attentamente le motivazioni del provvedimento. Quello che posso dire adesso, è che le sentenze non si commentano mai. Dobbiamo tutti rispettare l’operato della Magistratura, come cittadini e a maggior ragione come rappresentanti delle Istituzioni, anche di quelle sportive. Aggiungo però che se le anticipazioni di stampa riferitemi fossero rispondenti, si aprirebbero scenari inaspettati”. Queste le parole del presidente della Fidal, Stefano Mei, nel commentare l’assoluzione di Alex Schwazer da parte del Tribunale di Bolzano, che ha chiuso il processo di primo grado per doping nei confronti del marciatore altoatesino campione olimpico della 50 km a Pechino nel 2008. Il gip Walter Pelino, accogliendo la richiesta che era stata formulata nello scorso dicembre dal pm, ha ritenuto “accertato con alto grado di credibilità” che i campioni di urina nel 2016 siano stati alterati in modo tale da far risultare positivo il marciatore. Il ‘caso’ si riferisce alla seconda presunta positività di Schwazer, nella stagione dei Giochi olimpici di Rio dai quali l’atleta fu escluso per presunto doping, quattro anni dopo aver ammesso l’uso di sostanze dopanti alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012. “Falso ideologico, frode processuale e diffamazione”, i reati che il gip Pelino ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Schwazer, squalificato fino al 2024 dal Tas di Losanna.

Schwazer, Salvini: “e adesso chi gli restituirà gli anni persi?”

“E adesso chi restituirà gli anni persi, la dignità e la carriera a questo ragazzo? Forza Alex”. E’ il tweet del leader della Lega, Matteo Salvini sull’archiviazione per doping di Alex Schwazer.