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Caso doping Schwazer, la gioia dopo l’archiviazione: “dimostrata la mia innocenza. Sogno le Olimpiadi”

Foto di Fabrice Coffrini / Ansa

La gioia di Alex Schwazer dopo l’archiviazione del caso doping che lo riguardava: il marciatore italiano sogna le Olimpiadi di Tokyo 2021

Quella di ieri è stata una giornata storica per la vita e la carriera di Alex Schwazer. Il Gip del tribunale di Bolzano ha proposto l’archiviazione del caso riguardante la sua presunta positività al doping, per la quale nell’agosto 2016 è stato squalificato fino al 2024. Secondo il giudice il fatto non è stato mai commesso, piuttosto le provette potrebbero essere state alterate.

Ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, Alex Schwazer definisce quanto accaduto ieri: “il mio trionfo più grande. Pure dell’oro di Pechino. Lì sapevo cosa mi aspettava, ero allenato per lo sforzo, mentre nei tribunali sono un pesce fuor d’acqua. È stata una traversata nel deserto con i miei angeli, Sandro Donati e gli avvocati. Non mi sembra vero, ma una cosa voglia chiarirlaTutti pensano che ho lottato perché volevo ritornare a marciare. Ecco, in una scala di valori questo occupa solo il 10% del totale. La vera molla era dimostrare la mia innocenza. Perché ci avevo messo la faccia nel mio ritorno da pulito, dopo aver pagato giustamente nel 2012 le colpe per il doping. Nel 2016 sapevo di essere vittima, in compagnia di Sandro, di una colossale ingiustizia. La gente, però, giudica per quello che legge: c’era una sentenza, diceva il contrario. In pochi hanno avuto voglia e pazienza per studiare il caso, vedere le mille incongruenze, iniziare ad avere dubbi. Ecco, cancellare quella macchia era l’obiettivo: passare il resto della mia vita con un marchio infame sarebbe stato insopportabile“.

Adesso Alex Schwazer può sognare, con maggior convinzione, le Olimpiadi di Tokyo 2021: “chiaro, vorrei partecipare. Sarei ipocrita se dicessi il contrario. Continuo ad allenarmi, anche oggi ho fatto più di un’ora proprio mentre usciva la notizia da Bolzano. In macchina ho acceso il telefono: il bip dei messaggi è andato avanti per 5’ e ho intuito che sarebbe stata una giornata da ricordare. Tokyo? Con Sandro e gli avvocati dobbiamo capire il percorso giusto da fare. Non abbiamo tanto tempo a disposizione…”.