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La reggina d’Inghilterra, Barbara Panetta e ‘La Promessa di Chloe’: la scrittrice di Reggio Calabria che ha stupito il Regno Unito

Barbara Panetta, una scrittrice reggina trapiantata a Londra: il successo di ‘La promessa di Chloe’, la vita londinese e il legame con Reggio Calabria

La reggina d’Inghilterra, si ma con due G. C’è una cittadina di Reggio Calabria che da qualche mese a questa parte ha riscosso un buon successo in UK grazie ai suoi libri. Stiamo parlando di Barbara Panetta, nata e vissuta a Reggio Calabria, ma che da 20 anni si è stabilita insieme al marito e alle due figlie a Londra. La sua è una storia davvero particolare, fatta di viaggi, contaminazioni culturali e soprattutto tanto inchiostro che usava da adolescente per mantenere i contatti con gli amici conosciuti grazie alle vacanze in camper all’estero con i genitori. La passione per la scrittura è nata proprio da quelle lettere che scriveva ogni giorno con buona pace di papà e mamma che borbottavano per i tanti francobolli da acquistare.

Nel corso del tempo Barbara ha messo un po’ da parte la scrittura per diletto, riprendendola solo dopo la nascita delle due figlie. Lasciato il lavoro per dedicarsi maggiormente alla famiglia, l’autrice reggina ha riscoperto l’amore per la produzione letteraria che l’ha portata a dar vita al simpatico personaggio di Ant Chloe, la formichina protagonista delle favole per le sue bambine che piano piano è entrata nelle vite di tanti inglesi. Intervistata in una piacevole chiacchierata ai microfoni di StrettoWeb, Barbara descrive così la sua opera: “la Promessa di Chloe è un libro che fa parte di una trilogia, scritto in lingua inglese. Successivamente è stato tradotto da me in italiano, poi è stato tradotto anche in spagnolo, tedesco e francese. La versione cartacea è uscita bilingue: una traduzione fedele al testo, interlineare, con un rigo inglese e uno italiano. Il secondo libro uscirà il 10 marzo, sempre in lingua inglese, successivamente la versione bilingue anche in italiano. La formichina Chloe sarà sempre protagonista di tutte e tre le storie. Quello legato alla figura di Ant Chloe non è soltanto un libro, è un progetto più esteso, correlato ad un videolibro con una collaborazione con un musicista internazionale, Alessandro Viale, che ha composto la musica”.

Barbara Panetta presenta ‘La Promessa di Chloe’: Ben Shepard, il fine benefico e il carattere educativo

La ‘Promessa di Chloe‘ è un libro da forte carattere educativo, prezioso strumento per far apprendere ai bambini più piccoli l’inglese grazie alla sua struttura interlineare, nonchè ben supportato da una voce d’eccezione nella versione audiolibro ascoltabile nel canale YouTube ‘Ant Chloe. Il narratore in questione è Ben Shepard, famoso presentatore inglese e conduttore di ‘Good Morning Britain‘ che racconta le simpatiche vicende della formichina Chloe che, esausta dalle fatiche del lavoro, chiede ai genitori un giorno di pausa per se e per i fratellini con la promessa di tornare più forti e motivati nel giorno seguente. Grazie a questa preziosa collaborazione, il libro ha goduto di un importante successo in Inghilterra, contribuendo attraverso gli incassi delle sue vendite (interamente devoluti in beneficenza) a supportare Momentum Children’s Charity, associazione che aiuta i bambini malati di cancro.

L’eco del suo successo è arrivato anche in Italia, dove il libro ha assunto una valenza prettamente educativa e con l’arrivo del nuovo anno scolastico verrà utilizzato da alcune scuole per l’apprendimento dell’inglese. Barbara entra maggiormente nel dettaglio: “la voce narrante è di Ben Shepard, personaggio molto famoso della tv inglese, presentatore di uno dei programmi più famosi della tv inglese. La presenza del giornalista nel progetto è stata molto prestigiosa, grazie al suo inglese impeccabile permette ai bambini italiani, quando ascoltano il videolibro, di poter seguire con il dito le parole inglesi e la traduzione interlineare nonché ascoltare la pronuncia. I bambini sono esposti ad un apprendimento a 360 gradi. Da un punto di vista educativo è un libro che potrebbe essere usato anche fino ai 10 anni, presenta tante espressioni ideomatiche che i bambini possono imparare. Potrebbe essere un ‘libro extra’ da inserire in un sistema educativo scolastico per asilo e scuole primarie. I disegni presenti sono stati illustrati da me ad acquarello, stile che piace ai bambini e dà un effetto più morbido e meno invasivo. La colonna sonora è stata ideata per dare più musicalità alla voce e alla parte narrante, affinchè il bambino possa assimilare e ricordare meglio le parole”.

‘La promessa di Chloe’: il forte valore morale e l’importanza della musica nel racconto

La Promessa di Chloe‘ non ha soltanto un fine educativo, ma è capace di insegnare a grandi e piccini l’importanza della fiducia reciproca. Barbara Panetta sottolinea: “l’importanza della morale dell’intero progetto, studiata insieme alla dottoressa Giovanna Campolo. Il libro insegna ai bambini il valore di una promessa, educando, i più piccoli a promettere qualcosa e a mantenerla, creando anche un rapporto di fiducia fra bambini e genitori, da entrambe le parti“.

La scrittrice reggina racconta inoltre di come la musica giochi un ruolo importante all’interno del testo e sia anche collegata alla sua esperienza personale di mamma: “la musica ha inoltre una valenza morale: la piccola Chloe si presenta al bambino come una musicista, viene associata alla musica come espressione artistica e gioco, non soltanto come materia da studiare con dedizione. Nella parte di libro in cui le formichine si dedicano al tempo libero e al gioco, alcune si dedicano alla musica: ce n’è una che suona il violino e Chloe che suona il pianoforte. La favola l’ho scritta quando le mie figlie erano molto piccole, quando abbiamo comprato un pianoforte a coda per farle avvicinare al mondo della musica. Per studiare uno strumento bene, fin da piccoli, serve tanto impegno e devi sacrificare tanto della tua infanzia dedicandoti a una pratica costante. La favola nasce dal fatto che è vero che bisogna impegnarsi per raggiungere i propri scopi, ma è anche vero che c’è bisogno delle pause. Le mie figlie oggi a 12 e 14 anni studiano per laurearsi in conservatorio, già da piccoline facevano delle pratiche intense e mi sono venuti i ‘sensi di colpa’ come mamma: credevo di farle lavorare troppo (ride!). L’aspetto musicale è comunque correlato a me come madre e alle mie figlie che sono delle piccole musiciste come Chloe”.

I perchè di una formichina: la necessità di un break, una bellezza differente e il messaggio antirazzista

Una piccola formichina che si presta a veicolare tanti messaggi importanti anche per i più piccoli. La laboriosità, caratteristica distintiva dell’insetto, si affianca alla necessità di prendersi un break da obiettivi, scadenze e aspettative: concetti che, piano piano, sono entrati a far parte anche delle vite dei bambini sempre più degli adulti in erba. Importante inoltre la scelta estetica dell’insetto, un canone di bellezza differente e non stereotipato, nonchè il messaggio legato all’accettazione e al rispetto della diversità in ogni sua forma.

La formichina è un animale che lavora tanto, non si ferma mai, per tutto l’inverno continua a lavorare e lavorare. Oggi giorno c’è un ambiente molto competitivo in cui i bambini vengono messi sempre alla prova, devono essere i numeri uno in tutto per sentirsi speciali e accettati dalla società. E i genitori hanno grandi aspettative. spiega Barbara La scelta della formichina, che chiede una pausa ai propri genitori, spiega che chiunque, dai bambini agli insetti lavoratori per eccellenza, hanno bisogno delle pause per fermarsi, riposare e tornare a lavorare più in forma di prima. In molti mi hanno chiesto perché proprio una formica e non una farfalla che è molto più bella per i bambini, o un’ape: è una scelta estetica. Oggi tutti appaiono perfetti, ‘editati e filtrati’. La formica non è l’insetto più bello che esista, ho voluto dare un’importanza alla bellezza che vada al di là dell’aspetto estetico. La mia formica si presenta comunque carina, con il cappellino, simpatica agli occhi dei bambini: ho voluto sceglierla per non dare ai bambini un personaggio stereotipato. Inoltre, questo libro è stato scritto durante il periodo delle proteste ‘Black Lives Matter’ negli USA. Ho pensato che inserire un personaggio nero, come il colore della formica, potesse essere un messaggio antirazzista”.

Barbara Panetta e il legame affettivo e letterario con Reggio Calabria

Barbara ha sempre avuto una grande propensione verso l’estero e le culture straniere, la sua laurea in lingue le ha permesso di viaggiare molto ed entrare in contatto con diverse realtà, da Buenos Aires a Londra, ma il cuore la riporta sempre in Calabria, terra che ritorna anche nella sua produzione scritta. “Il mio primo esordio letterario è stato ‘Ricordi in movimento’, nel 2015. Un’opera nata dalla necessità di tornare a scrivere dopo tanti anni, è una raccolta di storie che tante persone mi hanno raccontato, legate poi attraverso un filo logico sotto forma di romanzo. – racconta la scrittrice – Successivamente mi sono dedicata alle storie brevi, mia grande passione, ed ho partecipato a diverse antologie, una delle quali creata interamente da me ‘Lo dice il mare’ con un’ambientazione molto calabrese, tratta del mare e dalla costa ionica”. Reggio Calabria in particolare è teatro di una delle sue storie brevi, ‘L’Albino‘, un’avvincente ghost-story a tinte horror ambientata sulla via marina di Reggio Calabria, che trae spunto dalle leggende che aleggiano intorno ad una casa abbandonata a Condera.

Reggio Calabria, ‘L’Albino’ e la casa infestata di Condera: un brivido fra realtà e leggenda dalla penna di Barbara Panetta

A proposito di Reggio Calabria, Barbara Panetta ha infine parlato delle differenze con la vita a Londra e soprattutto di che visione hanno gli inglesi della Calabria in generale: “a Reggio Calabria ho le mie radici, è la mia città del cuore, quella in cui sono nata. Mi piace il clima e il mangiare, le cose che sicuramente apprezzo di più, oltre l’ospitalità e tutto quello per cui i calabresi sono famosi. Londra è una città con un’internazionalità a tutto tondo: culturale, artistica, culinaria, linguistica. L’internazionalità che ho trovato a Londra non l’ho trovata in nessuna parte d’Italia. Dal punto di vista del calore della gente e del clima invece, Calabria, Sicilia e in generale il Sud Italia sono impossibili da paragonare. A Londra la Calabria è conosciuta come il ‘toe of Italy’, la punta dell’Italia… piccante! Quando pensano alla Calabria pensano alla ‘nduja e al peperoncino e identificano anche le persone così, molto vivaci. Una visione comunque molto positiva”.