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“Viva la vulva”, la pubblicità Nuvenia ‘non adatta ai minori’: nel 2021 l’Italia si scandalizza ancora per una vagina pupazzo [VIDEO]

La pubblicità di Nuvenia “Viva la vulva” segnalata al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Media e Minori come ‘non adatta ai minori’: nel 2021 l’Italia si scandalizza ancora per una vagina pupazzo

La pubblicità Nuvenia “Viva la vulva” ha fatto molto discutere negli ultimi mesi. Il messaggio dello spot “libera di osare” rischia di essere ancora lontano anni luce dalla mentalità di molti italiani che, pur avendo aggiornato il calendario all’anno 2021 dopo Cristo, sono rimasti alla mentalità del Medioevo. La pubblicità in questione ha fatto storcere il naso a tanti bacchettoni. Il motivo? I continui riferimenti alle parti intime femminili. Il marchio, che si occupa di prodotti per la cura e l’igiene intima femminile, ha confezionato uno spot a dir poco geniale: pupazzi, tovaglioli, frutti e tanti altri riferimenti vulvari (n.b non volgari), si susseguono in una sorta di musical dalle sfumature soul insieme ad attrici in carne ed ossa (e vestiti). Il messaggio è molto importante: la normalizzazione dell’intimità femminile e tutti gli argomenti ad essa collegati, ancora tabù nella società italiana.

Niente da fare. Il passaggio dello spot in fascia protetta, lo scorso ottobre durante ‘Pomeriggio 5’, ha fatto indignare uomini e anche tante donne. Il filmato non sarebbe adatto ai minori che, pur avendo libero accesso a contenuti ben più spinti su internet, con le uniche e oltremodo efficaci limitazioni di “se non hai 18 anni, per favore, abbandona questo sito“, resterebbero profondamente scandalizzati da un pupazzo di pezza, della frutta e una conchiglia che ricordano lontanamente una vagina. Lo spot è stato segnalato al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Media e Minori.

La difesa ha provato a sottolineare il carattere “non esplicito” delle immagini, la particolarità del pubblico e del programma in cui è apparsa, nonchè il messaggio sociale che la campagna vuole dare in favore delle donne e del benessere femminile, ma senza successo. Il Comitato ha valutato tali ragioni “non coerenti al rilievo mosso” e “non sufficienti a giustificare la messa in onda in fascia protetta di scene che non concorrono all’obiettivo di abbattere i tabù che ancora insistono sulla vita delle donne”. Buon Medioevo dunque: “anche a te e famiglia“.