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Vaccini in Calabria, Spirlì: “rallentamento dovuto al cambio dei commissari”, ecco i dati Regione per Regione

longo spirlì Foto Attilio Morabito

Il presidente f.f. Spirlì sottolinea che in Calabria non c’è nessun ritardo: la Regione è quartultima secondo i dati forniti dal Ministero della Salute

“Voglio chiarire che sui vaccini anti-Covid non siamo in ritardo”. Lo ha confermato il presidente facente funzioni della regione CalabriaNino Spirlì, rimarcando come “i vaccini ci arrivano contingentati da Arcuri e la prima fase è stata aperta solo a certe categorie. Come in molte regioni ci sono stati problemi. Noi abbiamo avuto qualche giorno di rallentamento perché è combaciato l’arrivo del vaccino con l’arrivo dei nuovi commissari alle aziende sanitarie calabresi. Nessuno sta con le braccia incrociate. Evitiamo il gioco al massacro per fare campagna elettorale parlando male della Calabria. Dobbiamo lavorare per debellare la ‘ndrangheta non usarla a fine elettorale per poi dimenticarla”, ha concluso il presidente leghista.

La campagna vaccinale intanto va avanti e, salvo l’eccezione del Gom di Reggio Calabria, il resto delle aziende sanitarie calabresi con ha ancora completato la cosiddetta Fase 1. La Regione resta al quartultimo posto in Italia per percentuale di dosi inoculate (48,9%), peggio hanno fatto solo Molise (48,1%),  Basilicata (39,1%) e provincia autonoma di Bolzano (29,5%). Come detto nei giorni scorsi continua l’ottimo trend della Sicilia, che con il suo 84,9% di somministrazioni effettuate supera la media nazionale (72,3%). Tra le migliori risultano essere Valle d’Aosta, Veneto e Campania, con il particolare caso dell’Umbria che ha raggiunto il 102,3% di vaccini effettuati rispetto alle dosi a disposizione. Questo è potuto avvenire grazie alla possibilità prevista dall’Aifa di ricavare sei dosi da ogni fiala di vaccino Pfizer, mentre la casa farmaceutica ne aveva inizialmente indicate cinque in via prudenziale.