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Il Tar riapre le scuole in Calabria, Spirlì si oppone e tira in ballo assurdità: “il Coronavirus peggio del colera e della scomparsa dei dinosauri”

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Spirlì contesta i genitori che hanno fatto ricorso: “io con le ordinanze non gioco e sarebbe folle pensarlo. Si possono avere visioni differenti, ma il fatto che poche famiglie possono stabilire quello che devono fare centinaia di migliaia di famiglie io non lo trovo equo e giusto”

“Ci opporremo alla sentenza del Tar, non possono poche famiglie decidere per tutte le famiglie della Regione”, ad affermarlo il presidente facente funzioni della Regione CalabriaNino Spirlì. Il Tar infatti, come prevedibile e già anticipato nei giorni scorsi su StrettoWeb, ha sospeso l’ordinanza regionale che chiudeva tutte le scuole in modo assolutamente incoerente rispetto alle esigenze del territorio e all’andamento della pandemia. Da lunedì 11 gennaio, quindi, le elementari e le medie riaprono in presenza, a differenza delle superiori che continueranno invece con la didattica a distanza. Dopo aver confermato che la “Calabria sarà in zona arancione”, il leghista ha parlato con ironia per dimostrare il proprio dissenso nei confronti della decisione: “la Regione sarà chiusa e nessun adulto potrà uscire se non per andare dal medico o a lavorare. I bambini e gli adolescenti, invece, potranno farlo. Loro, evidentemente, non corrono rischi, in pericolo ci sono solo i ragazzi dalla prima superiore in poi e tutte le altre persone fino ai 99-100 anni”.

Spirlì resta fermo sulle proprie convinzioni e nel corso dell’ormai classica diretta Facebook ha ribadito: “Dobbiamo tutelare la salute dei ragazzi, la loro incolumità. Siamo in una pandemia come non c’è n’è mai stata un’altra. Neanche il colera aveva fermato il mondo come stava facendo questo virus, almeno a memoria d’uomo”. Da quel momento in poi è l’inizio di una serie di paragoni e metafore assurde, della serie: “Cataclismi come questo ricordano l’era della scomparsa dei dinosauri”. Un vero e proprio terrorismo psicologico nei confronti dei genitori calabresi: “per mandare i bambini in classe tutte le scuole devono essere in sicurezza. Siamo nel periodo invernale, non si possono tenere le finestre aperte, perché se non ti ammali di Coronavirus, sicuramente ti becchi l’influenza. Io con le ordinanze non gioco e sarebbe folle pensarlo. Si possono avere visioni differenti, ma il fatto che poche famiglie possono stabilire quello che devono fare centinaia di migliaia di famiglie io non lo trovo equo e giusto”.