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Scuola, proteste davanti al Miur contro la didattica a distanza: in Calabria si procede coi ricorsi al Tar [VIDEO]

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Solo in Calabria, Campania, Molise e Puglia gli studenti di elementari e medie non sono tornati in classe questa mattina

Proteste questa mattina a Roma degli studenti contro la didattica a distanza. La manifestazione, organizzata dal comitato ‘Priorità alla scuola’ e dalla Rete degli studenti medi, di fronte al Ministero dell’Istruzione per mostrare il proprio dissenso nei confronti delle ultime decisioni del Governo. Oggi infatti sarebbe dovuta ripartire la scuola in presenza per gli alunni delle superiori, invece la data è slittata ancora. Soltanto in Trentino Alto Adige il 75% dei ragazzi è tornato in classe, mentre in Calabria questo accadrà solamente a febbraio. “Basta spot elettorali e inutili rinvii di pochi giorni sulla scuola. Ci creino le condizioni, con interventi su trasporti, spazi e tracciamento affinché si evitino nuove chiusure e si riparta in sicurezza”, è uno dei tanti striscioni.

Invece i 5 milioni di scolari delle elementari e delle medie stamattina saranno regolarmente seduti ai loro banchi tranne, appunto, in Calabria dove gruppi di genitori hanno annunciato ricorsi al Tar contro l’ordinanza del presidente f. f. Nino Spirlì, che ha previsto la dad anche per loro, in Campania (si ricomincia l’11 gennaio fino alla seconda elementare), in Molise e in Puglia (presenza facoltativa). Gli studenti dunque hanno alzato la voce in molte piazze e al loro fianco anche il coordinatore del Cts Agostino Miozzo che, in un’intervista al Foglio, ha criticato il Premier Giuseppe Conte“la comunicazione sul rischio scuola assolutamente è stata irrazionale e fuorviante, politicizzata e poco scientifica”.

Nelle prossime ore sono attese comunque nuove decisioni. Il Governo deve risolvere la questione per limitare l’incertezza sulla scuola e placare le proteste che cominciano a diventare sempre più opprimenti. Si attende la valutazione settimanale sull’indice Rt delle varie Regioni, che potrebbe cambiare le valutazioni in base al rischio territoriale e spingere i governatori alla chiusura automatica degli istituti in caso di zona rossa. C’è poi il nuovo Dpcm da preparare, quello che dovrebbe regolare le attività dal 15 gennaio. Secondo fonti vicine al Governo riprese dal Corriere della Sera, negli ultimi documenti del Ministero dell’Istruzione scrivono che “presumibilmente” si potrà tornare in aula i tre quarti degli studenti delle superiori dal 18 gennaio. che lascia intendere come ancora ci sia molta incertezza sulle decisioni da prendere.