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San Ferdinando: sequestrata la società Biomatrix, società che opera nel campo della gestione dei rifiuti

San Ferdinando: sequestrata la società Biomatrix con sede a Gioia Tauro e stabilimento industriale nella zona industriale

Nella giornata del 27 gennaio 2021 gli uomini della Polizia Locale di San Ferdinando, diretti dal Maggiore Francesco Managò, in esecuzione di un Decreto di Sequestro Preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palmi su richiesta del Sost.Proc.Dott.Rocco Cosentino che ha coordinato le indagini della Procura della Repubblica, hanno posto sotto sequestro la Biomatrix S.R.L.S., società che opera nel campo della gestione dei rifiuti e in particolare del trattamento e recupero di matrici organiche, provenienti da diverse attività (industriali, commerciali, artigianali, urbane) attraverso processi di bioconversione, apponendo i sigilli al suo stabilimento industriale sito nella II Zona Industriale di San Ferdinando. La società nel 2017 era stata investita da un ciclone giudiziario nel quadro dell’operazione “Metauros” nell’ambito del quale erano state dieci le aziende del settore smaltimento rifiuti e trasporti sequestrate da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri e sette le persone arrestate. L’indagine, condotta dalla Polizia Locale, ha accertato che la Biomatrix S.R.L.S. a fronte di un farraginoso iter burocratico mai completato, di fatto operava senza Autorizzazione Unica Ambientale, per l’attività di raccolta, recupero, gestione, commercio, trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, che mancava della notifica del provvedimento conclusivo ai sensi del DPR 59/2013 da
parte del SUAP di San Ferdinando, nonché in assenza della prescritta autorizzazione per le emissioni in atmosfera, prescritta per gli stabilimenti industriali e in assenza della prescritta autorizzazione per gli scarichi delle acque reflue industriali prodotte dalla lavorazione del compost e delle acque di prima pioggia, che confluivano nelle rete consortile gestita dal CORAP. Inoltre, in sede ispettiva, il personale dell’A.R.P.A. della Regione Calabria che ha coadiuvato gli uomini della Polizia Locale nel sopralluogo, ha accertato che i cumuli di ammendante erano depositati in modo incontrollato stoccati su un piazzale non impermeabile e non coperto quindi esposto agli agenti atmosferici. All’interno del capannone, all’atto dell’ispezione, il materiale presente appariva in quantità eccessiva per l’area di lavorazione tanto da non permettere la distinzione tra materiale pronto alla fase successiva di lavorazione e quello in entrata, e l’individuazione del sistema di convogliamento dei liquidi prodotti durante la fase di biossidazione. Era presente, inoltre, un forte odore di ammoniaca dovuta anche alla mancanza di ricambi d’aria, non essendo installato alcun sistema di captazione e canalizzazione delle aree esauste. Per le violazioni sopra indicate la Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati l’Amministratore Unico e il Direttore Tecnico della società.