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Reggio Calabria, il “Lungomare Hotel” non è più struttura Covid: i veri motivi della rinuncia

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Reggio Calabria, il “Lungomare Hotel” ha rinunciato all’assegnazione di struttura Covid dopo aver ospitato un solo paziente: le motivazioni

Il “Lungomare Hotel” di Reggio Calabria, adibito a struttura Covid fino a qualche settimana fa, ha rinunciato all’assegnazione di questa funzione dopo aver ospitato, per una decina di giorni, un solo paziente. La decisione, quella di rinunciare dopo così poco tempo, aveva sollevato dei dubbi soprattutto in chi – come Klaus Davi – da settimane lamentava mancanza di trasparenza sulla vicenda. Chiarezza è stata fatta, ma su questa scelta nulla hanno a che fare i numerosi appelli del massmediologo, così come nessun apparente attrito è stato evidenziato tra l’Hotel e il Comune.

La redazione di StrettoWeb è andata a fondo sulla questione, provando a capire i motivi e gli eventuali intrecci con queste situazioni. Il quadro che emerge è abbastanza chiaro. E’ stato lo stesso titolare della struttura a procedere alla rinuncia a causa dello scetticismo posto in essere dai dipendenti, i quali avevano manifestato un po’ di paura ad operare all’interno di un Hotel che ospitava pazienti affetti da Covid-19. Nonostante, sia bene ribadirlo, il “Lungomare” avesse proceduto regolarmente alla sanificazione dei locali e alla corretta esecuzione di tutte quelle procedure atte a rendere il locale sicuro sia per i pazienti che per i dipendenti.

Tra l’altro, come già accennato sopra, la struttura ha ospitato soltanto un paziente nel breve periodo in cui è stata assegnataria. Dal 18 al 28 dicembre un uomo è stato ospitato all’interno dell’Hotel, che ha poi lasciato dopo che il suo tampone è risultato negativo. Successivamente, il titolare ha provveduto ad inviare una lettera al Comune spiegando le motivazioni della rinuncia. A seguito di quest’ultima, poi, non ha ricevuto alcun segnale dall’Amministrazione.

Difatti, l’esigenza di affidare a Reggio Calabria degli Hotel Covid si è scontrata – almeno per il momento, e per fortuna – con i soggetti che avevano effettivamente bisogno di essere ospitati in queste strutture. Ai tanti di cui si faceva carico il GOM (poi trasferiti a Gioia Tauro) – come affermato tempo fa ai nostri microfoni dalla responsabile Iole Fantozzi – si è registrato un numero minore di pazienti nelle ultime settimane, segno anche di una situazione epidemiologica sotto controllo. O all’ospedale o a casa, perché asintomatici o paucisintomatici.

Tra l’altro, il bando comunale prevedeva un finanziamento soltanto per stanza occupata, non garantendone alcuno per tutte quelle camere della struttura che – seppur vuote – avrebbero potuto offrire il servizio, a differenza del bando regionale o di quello nazionale che assicurava anche una somma per stanza vuota. Ne è emerso che, ovviamente, l’Hotel Lungomare abbia ricevuto finanziamenti soltanto per quella persona ospitata, con l’appalto poi comunque scaduto il 15 gennaio.