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Reggina, Folorunsho-Plizzari e quell’abbraccio “magico”…

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In Frosinone-Reggina c’è un abbraccio forse passato inosservato ai più: quello tra Folorunsho e Plizzari. Si può definire “magico”, ecco perché…

Un abbraccio dice tanto. E’ un gesto di pochi secondi che racchiude però tanto sentimento, emozione, gratificazione, affetto. Nel mondo del calcio gli abbracci sono numerosi durante le partite, ma alcuni di questi rimangono impressi, fermi, come degli screen che la memoria di ognuno incamera nella propria galleria dei ricordi. Un giocatore che abbraccia l’allenatore, un compagno o un familiare dopo il gol. Da ricordare ad esempio Florenzi, che arrivò fino ai sediolini della tribuna per abbracciare la nonna, emozionatissima. O anche il “nostro” German Denis, che – come ormai da “tradizione” da anni – abbraccia il figlio dopo ogni gol in casa.

Anche in Frosinone-Reggina c’è un abbraccio forse passato inosservato ai più: quello tra Folorunsho e Plizzari. Il centrocampista segna e, dopo l’esultanza col gruppo, si avvicina alla panchina e dedica la rete al giovane portiere, che stava attraversando un momento di difficoltà. Tra i due c’è un rapporto particolare, che va oltre quello tra due semplici compagni. Sono spesso insieme e l’ex Bari sarà stato tra coloro che di più hanno aiutato l’estremo difensore scuola Milan a superare l’errore di Vicenza. Ma, volendo essere romantici e sognatori, è bello pensare che in quell’abbraccio potesse esserci stato qualcosa di “magico“, come se Folorunsho avesse potuto trasmettere al compagno la sua forza, quella che ha permesso a Plizzari di rispondere alla grande alle settimane difficili salvando il risultato al “Benito Stirpe” e portando a casa un punto quasi da solo. Chi dice che non possa essere stato così? In fondo, sognare non costa nulla…

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