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Reggina: chi è Marco Crimi, un veterano della B. La grande chiamata, il brutto infortunio e quell’aiuto “inconsapevole” agli amaranto

marco crimi Foto di Serena Campanini / Foto Ansa

Marco Crimi è un nuovo calciatore della Reggina: andiamo alla scoperta del centrocampista di Messina, solo uno dei tanti passati all’altra sponda dello Stretto

Nell’ottobre dell’89 Simonini regalava alla Reggina una storica vittoria a Messina in uno dei derby più dolci che i tifosi amaranto ricordino. Pochi mesi dopo, nel marzo del ’90, nella città siciliana nasceva Marco Crimi. Futura professione? Calciatore. Futura squadra? Reggina, proprio una trentina d’anni dopo la sua nascita. E una trentina d’anni dopo quel gol di Simonini.

Gli inizi in patria, proprio quando si giocavano i derby dello Stretto più affascinanti della storia

Marco Crimi da qualche ora è un nuovo calciatore amaranto. Lui, l’ultimo di un elenco di giocatori che hanno militato sull’altra sponda dello Stretto rispetto a quella di nascita. O che hanno militato da entrambe le parti. Sì, perché – anche se mai in prima squadra – il centrocampista ha fatto parte per anni del Messina. E’ partito da lì, dalle giovanili del club peloritano che proprio in quegli anni conosceva il suo massimo splendore e battagliava con i “cugini” di Reggio per i derby dello Stretto più affascinanti della storia.

Le prime esperienze tra i Prof e la grande chiamata in Under 21

Il rapporto tra Crimi e il Messina dura tanto, sette anni, ma “solo” il tempo delle giovanili. Il centrocampista passa all’Igea Virtus a 18 anni per la prima esperienza tra i Prof, ma con la squadra della sua città non scenderà mai in campo nei “grandi”. Da lì inizia il suo lungo girovagare soprattutto in B, non prima di aver assaporato l’ebbrezza del super salto dalla C2 alla A, con il Bari. Questo è anche il tempo della grande chiamata: l’Italia Under 21. Tredici presenze totali per lui, tra cui anche la partecipazione all’Europeo del 2013 in Israele, in cui gli azzurrini arrivano secondi.

Il brutto infortunio e quell’aiuto “inconsapevole” (e in anticipo) alla Reggina

Tre anni importanti a Grosseto, altri due a Latina e di nuovo l’opportunità del grande calcio, prima a Bologna e poi a Carpi. Poi di nuovo B con Cesena, Entella e Spezia. Nella sua seconda avventura a Chiavari, il brutto infortunio: si rompe il crociato nel settembre 2019 e torna in campo quasi un anno dopo, dieci mesi per l’esattezza. La Reggina? Arriva adesso, ma poche mesi fa – inconsapevolmente – il calciatore aveva provato ad “aiutarla”. Nella sfida d’andata a Chiavari infatti, con gli amaranto già in vantaggio, Crimi si era fatto sventolare il rosso lasciando i suoi in 10. Menez e compagni, la storia è nota, non ne avevano approfittato a dovere, uscendo dal campo con un pari dopo il gol su rigore dei locali nel finale.

Le caratteristiche: corsa, dinamismo, duttilità

Marco Crimi è il classico centrocampista moderno. Longilineo, dotato di grande corsa e dinamismo, è bravo in fase di rottura e intelligente tatticamente, ma non disdegna la tecnica e prova anche a dare del tu al pallone. Abile negli inserimenti, nel centrocampo amaranto si può definire come una sorta di via di mezzo tra Crisetig e Bianchi, sia per caratteristiche fisiche che per abilità. Può ricoprire diversi ruoli, dal mediano alla mezzala passando per il trequartista. A Grosseto, nei primi anni di carriera, ha giocato anche da terzino destro.