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Le radici ebraiche della Calabria: il pronipote di Noè che fondò Reggio, la prima Bibbia e le persecuzioni

Ripercorriamo la storia delle radici ebraiche della Calabria: da Aschenez fondatore di Reggio Calabria alla prima Bibbia, fino alle persecuzioni fasciste

Nel giorno della Memoria, data di fondamentale importanza nella quale si ricordano gli orrori dell’Olocausto per evitare che una tragedia simile possa ripetersi anche in futuro, è interessante approfondire la storia dietro le radici ebraiche della Calabria, spesso poco conosciuta. Secondo quanto scritto dal professor Francesco Gallo in un articolo per ‘Wetheitalians.com’, alcune leggende affermano che Aschenez, pronipote di Noè, sia stato il fondatore di Reggio Calabria. Del resto gli ebrei in Calabria arrivarono addirittura nel 167 a.C., molti invece emigrarono in Calabria dopo la guerra giudaico-romana del 70 d.C. a causa della distruzione di Gerusalemme operata dall’imperatore romano Tito.

Si dice che siano stati gli ebrei ad introdurre in Calabria l’etrog (il cedro), frutto pregiato e ancor oggi coltivato come cedro diamante. Il comune di Santa Maria del Cedro (CS), nè conserva una traccia nel nome. Alcuni storici ritengono che addiritturà Mosè abbia usato l’etrog durante il primo Sukkot, festa che celebra il pellegrinaggio ebraico nel deserto verso la Terra Promessa sotto la protezione di Dio. È per qusto che molti rabbini si recano nella ‘Riviera dei Cedri‘, da Tortora a Cetraro in provincia di Cosenza.

Dopo la rivolta di Bar Kokhba e la repressione dell’imperatore Adriano che portò alla distruzione di Gerusalemme, ci fu un nuovo flusso migratorio ebraico, questa volta verso Scyle (Bova Marina), cittadina nella quale venne costruita una sinagoga (la seconda più antica dell’Occidente, i quali resti furono scoperti solo nel 1983) che puntava in direzione di Gerusalemme, attiva fino al VI secolo. Successivamente, dopo l’emanazione del famoso ‘Editto di Milano‘ da parte dell’imperatore Costantino nel 313 d.C., il cristianesimo divenne religione ufficiale dell’Impero Romano e sia i romani che i cristiani appianarono le loro divergenze, facendo fronte comune contro gli ebrei accusati letteralmente dell’uccisione di Gesù Cristo, un’ontra che li accompagnò tristemente nel corso dei secoli e fu motivo di discriminazioni e vere e persecuzioni.

Durante il Medioevo, gli ebrei calabresi rappresentavano un’importante fetta dell’economia calabrese: si occupavano della lavorazione della seta, della lana, della pelle, lavoravano nella tintoria, nella corderia o come sarti e gioiellieri, ma anche nelle coltivazioni di cedri, canna da zucchero e liquirizia. Nel 1266, dopo l’arrivo in Italia di Carlo I d’Angiò, venne introdotto l’antisemitismo e gli ebrei furono perseguitati costretti a convertirsi al cristianesimo. Le persecuzioni furono fomentate dai frati domenicani e in Calabria, circa la metà dei 2500 ebrei presenti furono convertiti con la forza al cristianesimo o dovettere fuggire via. Sul finire del XIII secolo si verificarono i cosiddetti pogrom, violente rivolte contro gli ebrei mirati all’uccisione, allo stupro, al saccheggio e alla distruzione dei luoghi sacri o di lavoro delle comunità ebraiche. Gli ebrei uomini furono costretti a farsi crescere la barba, indossare un segno distintivo giallo, mentre le donne dovettero indossare un panno blu scuro sulla testa, simile a quello delle prostitute. Nacquero dunque i primi quartieri ghetto, nei quali gli ebrei poterono costruire sinagoghe, aprire scuole private in cui imparare ebraico ed ebraismo attraverso Bibbia, Talmud e Torah. Alcuni di questi quartieri erano presenti a Reggio Calabria, Catanzaro, Nicotera, Nicastro, Cosenza, Montelone e Castrovillari avevano questi quartieri. A Reggio Calabria, gli ebrei si occupavano essenzialmente della tintura degli abiti, mentre a Catanzaro (nome derivante da ‘Katan’, piccolo in ebraico) erano famosi per la seta. Il 2 febbraio 1475, Abraham Ben Garton stampò la prima Bibbia in ebraico a Reggio Calabria, attualmente conservata nella Biblioteca Palatina di Parma. Nel 1510, l’espulsione degli ebrei dalla Calabria provocò un decadimento dell’economia. Nel 1555 papa Paolo IV emise la bolla papale ‘Cum nimis absurdum‘ nella quale vietava agli ebrei di possedere proprietà, conseguire un diploma universitario, mentre imponeva loro di indossare un segno distintivo giallo e la ghettizzazione.

Durante l’Illuminismo, dopo la Rivoluzione Francese e l’avvento di Napoleone Bonaparte, gli ebrei ottennero nuovamente la libertà, ma successivamente al Congresso di Vienna (1814-1815) con la restaurazione borbonica, le persecuzioni tornarono ad essere feroci. Solo nel 1848, lo Statuto promosso da Carlo Alberto durante il Regno di Sardegna e Piemonte, pose fine alla discriminazione ebraica, ristabilendone i diritti e abolendo i ghetti. Il 17 novebre 1938, con la promulgazione delle leggi razziali italiane (che colpirono anche omosessuali, zingari, comunisti e altre minoranze), gli ebrei vennero esclusi dalla vita pubblica, dall’istruzione superiore e ghettizzati. Nel 1940 alcuni di essi vennero deportati nel campo di internamento di Ferramonti (CS), costruito sotto la dittatura fascista di Benito Mussolini: il campo fu il primo in assoluto ad essere liberato dagli Alleati.

Nel 1948, venne creato lo Stato di Israele, il primo in 2000 anni di storia. Nel 1965 il Concilio Vaticano II, attraverso la ‘Nostra aetate‘, dichiarò chegli ebrei non ebbero alcuna colpa relativa all’uccisione di Gesù e che condividevano anche l’origine spirituale in comune con i cristiani. Nel 2007 in Calabria è stata consacrata la Sinagoga Ner Tamid del Sud a Serrastretta (CZ), fondata dagli ebrei in fuga dalle persecuzioni, rifugiatisi in una zona remota e montuosa.