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Norvegia, 23 morti dopo il vaccino Pfizer. Basta allarmismo: le cause e la verità sull’accaduto

In Norvegia 23 persone sono morte dopo la somministrazione del vaccino Pfizer: l’agenzia norvegese del farmaco è intervenuta per fermare l’allarmismo generale

Nonostante il vaccino sia stato indicato da molti, negli ultimi mesi, come l’arma principale attraverso la quale l’umanità possa uscire dalla pandemia, i tempi ristretti nei quali è stato prodotto hanno fatto insospettire molte persone sulla reale efficacia della cura. Ogni notizia è dunque buona per gettare fango e generare panico in merito alla sommistrazione del vaccino e ai suoi possibile effetti nocivi sulla salute dell’uomo.

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Dalla Norvegia è arrivata una notizia dai toni abbastanza preoccupanti: 23 persone morte dopo la somministrazione del vaccino Pfizer-Biotech. Scatenare l’allarmismo è stato fin troppo facile fra titoli scandalistici e disinformazione. L’agenzia norvegese del farmaco, attraverso il suo direttore Steinar Madsen, è dovuta intervenire in prima persona a fare chiarezza. Innanzitutto si tratta di 13 morti su 29 segnalazioni di effetti collaterali. Dalle autopsie sui morti, persone molto avanti con letà (tutti over 80), affette da patologie pregresse e spesso cagionevoli di salute, si evince come siano stati alcuni effetti collaterali di lieve entità (come banali febbre e nausea) le cause che hanno accelerato il decesso. Dunque soggetti deboli che sarebbero potuti morire per le stesse cause dovute ad un banale raffreddore, non direttamente riconducibili ad effetti collaterali letali del vaccino.

Ai microfoni dell’emittente NRK, Madsen ha spiegato che: “ci sono 13 morti, nove effetti collaterali gravi e sette effetti collaterali meno gravi. I medici devono ora valutare attentamente chi dovrebbe essere vaccinato. Coloro che sono molto fragili e alla fine della vita possono essere vaccinati dopo una valutazione individuale”. Con ‘pazienti fragili‘, Madsen indica soggetti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)insufficienza cardiaca avanzatademenza e altre gravi patologie certamente non comuni a tutti gli anziani. È stato inoltre sottolineato che il vaccino è stato somministrato ad altri ‘soggetti fragili’ che attualmente sono in ottime condizioni di salute. I 13 morti sarebbero dunque un caso piuttosto particolare, una rara eccezione. A tal proposito comunque la Norvegia ha deciso di rivedere la sua politica sui vaccini, determinando che per gli anziani e i soggetti a rischio la somministrazione del vaccino avverrà solo dopo un’attenta analisi individuale.