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Milan, ecco Mandzukic. Un guerriero che sa come si vince, ma occhio al fisico: pro e contro del nuovo acquisto

Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images

Il Milan ha il suo vice Ibrahimovic: ecco Mario Mandzukic. Esperto, vincente e carismatico, ma c’è l’incognita fisica: pro e contro del nuovo acquisto

Dopo l’arrivo di Souahilo Meite per rinforzare la mediana, il Milan torna sul mercato per un altro colpo low cost, questa volta al fine di puntellare il reparto offensivo. In stagione l’assenza di un vice Ibrahimovic si è fatta sentire. Nonostante i rossoneri abbiano imparato anche a staccarsi dalla famosa ‘Ibra-dipendenza’, l’interpretazione del ruolo di Leao e Rebic non è mai stata e non potrà mai essere la stessa dello svedese: il primo è più un attaccante da modulo con due punte o un esterno, ha bisogno di campo per prendere velocità e duettando con i compagni preferisce essere lanciato in porta più che servire i compagni; discorso simile per il secondo, sicuramente più tecnico e rapido, in grado di fare la prima punta ma con un ruolo di finalizzatore più che da legatore di gioco.

Milan, arriva Mandzukic: i dettagli del contratto.

Serviva insomma un calciatore che quantomeno fisicamente ricoradasse Ibrahimovic: imponente, capace di lottare con i difensori, aprire gli spazi per gli inserimenti dei trequartisti e fornire assist con spizzate e sponde. Il profilo scelto dai rossoneri è quello di Mario Mandzukic che sarà ufficiale dopo le visite mediche in corso di svolgimento nella mattinata. L’attaccante croato, perso un po’ di vista negli ultimi anni dopo il trasferimento in Qatar, ha accettato di firmare un contratto semestrale da 1.8 milioni di euro con rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League. Si tratta di un ritorno in Italia dopo l’esperienza con la Juventus nella quale ha vinto 4 scudetti, 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane.

Milan, i pro dell’arrivo di Mario Mandzukic

Oltre ai trionfi con la Juventus, Mario Mandzukic può vantare esperienze felici con il Bayern Monaco (con il quale ha vinto la Champions League) e l’Atletico Madrid. L’attaccante croato è un calciatore esperto e carismatico, che sa come si vince e che non teme la pressione dei palcoscenici più importanti: non solo una lunga esperienza nelle coppe in carriera, ma ha anche giocato la finale del Mondiale 2018 persa contro la Francia. Le caratteristiche tecniche sono proprio quelle che il Milan ricerca: un centravanti boa, in grado di lavorare il pallone, fare da riferimento offensivo, abile nel gioco aereo, ma anche allargarsi sull’esterno in un’interpretazione del ruolo piuttosto atipica ma efficace. Il contratto è sicuramente uno dei punti forti dell’operazione: Mandzukic è un colpo low cost sia in termini di cartellino che di stipendio, senza pretese di titolarità ma sicuramente più affidabile di molti altri profili accostati ai rossoneri per il ruolo di attaccante di scorta.

Milan, i contro dell’arrivo di Mario Mandzukic

Veniamo alle note dolenti. Dopo l’addio alla Juventus il bomber croato è finito nel dimenticatoio. L’esperienza in Qatar all’Al-Duhail sembrava la classica scelta da finire carriera: tanti soldi, poca voglia di impegnarsi ancora, ritmi bassi così come la qualità del campionato. I tifosi rossoneri si chiedono dunque che versione di Mandzukic arriverà a Milano, sia dal punto di vista fisico che motivazionale. L’attaccante ha giocato 7 partite, segnando appena un gol nella sua esperienza in Qatar, prima di finire svincolato. Attualmente non gioca una partita dal marzo 2020, quasi un anno. Il Mandzukic del Milan sarà, una versione sicuramente inferiore rispetto a quello visto con la maglia della Juventus, ma ugualmente grintoso, integro e utile alla causa, o si rivelerà ormai un calciatore non adatto ai ritmi di una squadra giovane e che lotta per il titolo?