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Messina, ecco il vero numero di terapie intensive in città e Provincia: il Coas insiste e chiede a Musumeci la rimozione di La Paglia [FOTO]

macrì la paglia

Il Decreto Rilancio n. 34 del 19 maggio 2020 ha previsto l’incremento dei posti letto di Terapia Intensiva “standard” per il territorio nazionale con un preciso rapporto di 0,14 posto letto per 1000 abitanti, ma Messina ad oggi non si è ancora adeguata. Lente d’ingrandimento sul Policlinico Martino, sull’ospedale di Sant’Agata Militello e sul “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto

Cateno De Luca o Paolo La Paglia? Ormai è chiara la posizione del Sindaco di Messina, il conto alla rovescia prosegue. Dal 5 febbraio le sue dimissioni avranno efficacia, anche se il Consiglio comunale potrà discutere con una mozione sulla vicenda e far continuare il suo percorso a Palazzo Zanca. La battaglia sulla Sanità continua e il balletto sui numeri delle Terapie intensive va risolto al più presto. L’emergenza Coronavirus ha messo in evidenza un sistema poco chiaro, da qui i continui richiami all’Assessore regionale Ruggero Razza e al Presidente Nello Musumeci. “La determinazione in zona rossa della Sicilia è provocata dall’aumento dei contagi per cattivi comportamenti dei cittadini, ma anche dalla disponibilità di posti Covid nelle terapie intensive. Ricordo che per legge la media dei posti letto a Messina e provincia dovrebbe essere di 86 posti letto Covid, e ad oggi non lo è assolutamente”, afferma il Sindaco.

Alle parole di De Luca si aggiungono quelle del dott. Mario Salvatore Macrì, Coordinatore Provinciale del Coas, che pone l’attenzione sulla rilevazione odierna dei posti letto di Terapia Intensiva “standard” (no-COVID) per il Bacino Territoriale di Messina. Come riferito ai nostri microfoni, “si registra l’aumento di 4 posti letto di Terapia Intensiva standard per la A. O. Papardo derivanti dalla trasformazione degli esistenti 8 posti letto di Terapia Intensiva Post Operatoria (TIPO) e la riduzione di 12 posti letto di Terapia Intensiva “standard” (no-COVID) per l’A.O.U. Policlinico di Messina. Il Decreto Rilancio n. 34 del 19 maggio 2020 ha previsto l’incremento dei posti letto di Terapia Intensiva “standard” per il territorio nazionale con un preciso rapporto di 0,14 posto letto per 1000 abitanti. La popolazione residente nel Bacino Territoriale di Messina alla data del 31 dicembre 2019 era di: 613.887 (Dati Istat al 31 dicembre 2019). L’intervento Strutturale di adeguamento del numero dei posti letto di terapia intensiva standard ex decreto 34/2020 per il Bacino Territoriale di Messina doveva adeguare il numero dei posti letto a complessivi 86 posti letto standard a fronte degli attuali 44”. A destra lo specchietto completo (clicca sull’immagine per ingrandire).

Oltre alle incongruenze sui dati nelle strutture di Patti, Milazzo e Taormina, il dott. Macrì questa volta utilizza la lente d’ingrandimento sull’ospedale di Sant’Agata Militello e sul “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto. Entrambi avrebbero dovuto garantire rispettivamente 6 posti di Terapia intensiva, che ad oggi ancora non ci sono. In particolar modo, l’attenzione del rappresentante Coas si focalizza sulla seconda azienda sanitaria, il “Cutroni Zodda”: “inizialmente i posti letto avrebbero dovuti essere 10, poi si è detto 6 di Terapia Intensiva + 4 di sub intensiva. Successivamente, si scriveva all’assessore per una ridistribuzione di finanziamenti affinché fossero 8 posti e non 6 di intensiva. Infine entro il 15 novembre se ne chiedevano 2, ma siamo a fine gennaio ed ancora non se ne vede neanche una”. Ecco di seguito l’estratto Decreto Assessorale 614/2020 – Rimodulazione Terapie Intensive.

Falsi numeri dei posti letto in Terapie intensive a Messina: la denuncia del Coas con richiesta di rimozione del dott. La Paglia da direttore generale dell’Asp

Coas denuncia importanti criticità riguardo all’attuale dotazione di posti letto di Terapia Intensiva/Rianimazione “standard” (no-COVID) del Bacino Territoriale di Messina. I problemi, come si legge nel documento inviato alle istituzioni, iniziano già dal 2019 quando il D.A. chiedeva l’ “Adeguamento della rete ospedaliera al D.M. 2 aprile 2015, n.70” e per questo “aveva previsto per l’intero Bacino Territoriale di Messina n. 6 Terapie Intensive/Rianimazioni con una dotazione complessiva di n. 68 posti letto ma alla data di pubblicazione del succitato Decreto i posti letto “standard” attivi e disponibili risultavano essere n. 52, mancandone complessivamente n. 16, di cui nello specifico, 8 posti letto in meno all’A.O. Papardo, 4 posti letto in meno al P.O. Milazzo e 4 posti letto in meno al P.O. di Patti”.

Successivamente, con il “Riordino della rete ospedaliera in emergenza COVID-19”, è stato “previsto sul territorio nazionale un aumento della dotazione di almeno 3.500 posti letto di Terapia Intensiva/Rianimazione “standard” (no-COVID), prevedendo per ciascuna regione e provincia autonoma, un vero e proprio incremento strutturale dei predetti posti letto pari a 0,14 per mille abitanti. Il numero previsto sarebbe dovuto essere di n. 86 posti letto “standard” a regime indipendentemente dalla grave pandemica in atto. Invece, “in totale il Bacino Territoriale di Messina conta alla data odierna solo n. 40 (!) quaranta posti letto di Terapia Intensiva “standard” no-COVID che, per i non addetti ai lavori, sono quei posti letto destinati ai cittadini vittime ad es. di eventi traumatici gravi, di incidenti stradali, patologie acute gravi, etc. che compromettono seriamente le funzioni vitali e, pertanto, richiedono l’immediato supporto di tipo rianimatorio per il mantenimento in vita. Pertanto, considerato l’iniziale mancato adeguamento numerico dei posti letto di Terapia Intensiva “standard” (no-COVID) al DA n. 22/2019 e il successivo mancato adeguamento al nuovo standard numerico minimo di n. 86 posti letto previsti dal Decreto Rilancio 34/2020 (0.14 per 1.000 abitanti) si espongono i cittadini al serio rischio di non avere adeguati livelli assistenziali, determinando notevoli disagi di natura sociale ed economica conseguenti ai ricoveri in Ospedali di altri Province o addirittura fuori Regione”.

La lettera firmata dai dottori Cortese e Macrì si pone diversi interrogativi, “che meritano urgente riscontro al fine di rasserenare gli operatori sanitari, già sottoposti da parecchio tempo a notevole stress psico-fisico e la cittadinanza preoccupata e confusa dal balletto dei numeri dei posti letto di Terapia Intensiva/Rianimazione “standard” (no-COVID):
1. Perché sono stati dichiarati in alcuni Presidi Ospedalieri un numero di posti letto di Terapia Intensiva/Rianimazione “standard” (no-COVID) superiore rispetto al reale stato di fatto?
2. Perché sulla piattaforma digitale Gecos vengono visualizzati due posti letto di Terapia Intensiva ordinari “standard” attribuiti alla Casa Cura di COT di Messina mentre di fatto si tratta di posti letto di Terapia Intensiva Post-Operatoria (TIPO) e quindi dedicabili solo ai pazienti interni sottoposti a importanti interventi chirurgici il cui ricovero è di breve durata?”.

“Il succitato dato negativo dei posti letto “standard” no-COVID in dotazione all’ASP di Messina, in special modo nel versante tirrenico che ha un cospicuo bacino d’utenza è, secondo noi, insufficiente a garantire adeguati livelli assistenziali e, verosimilmente, è la causa principale del sovraccarico delle Terapie Intensive “standard” (no-COVID) degli Ospedali cittadini, già in forte sofferenza da lungo tempo per la grave carenza di medici Anestesisti-Rianimatori. Infine, è noto che dalla data del 19 maggio 2020 il Manager dell’ASP di Messina, pur avendone il tempo necessario, non si sia preoccupato di porre in essere i dovuti interventi correttivi atti a migliorare la dotazione dei posti letto di Terapia Intensiva “standard” (no-COVID) e la relativa dotazione organica mediante l’adozione di seri e concreti provvedimenti strutturali e non incarichi lavorativi ad Anestesisti-Rianimatori, ingiustificabilmente di breve tempo (3 o 6 mesi) o addirittura atipici (libero-professionale) per nulla attrattivi, che di conseguenza si sono diretti verso altre Aziende Sanitarie che offrivano migliori contratti! 
Per tutti questi motivi e per quelli già denunciati con precedenti note sindacali riferite a illegittimi conferimenti
di incarichi professionali, mancanza di requisiti, etc. a tutt’oggi prive di dovuto riscontro da parte dei destinatari
reiteriamo la richiesta di rimozione del dott. P. La Paglia dall’incarico di Direttore Generale dell’ASP di
Messina”. Sono tutti questi altri dettagli a disposizione della Giunta regionale e del Presidente Musumeci per valutare la vicenda. Si resta inoltre in attesa del responso della Commissione d’inchiesta, che darà ogni ufficialità sulla reale situazione negli ospedali messinesi.