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Messina, medico positivo al Covid racconta la sua esperienza: “Medici di Medicina Generale: fanti di trincea a cui rendere onore”

Messina: la terza e ultima parte del racconto di Giovanni Caminiti, medico positivo al Covid e sintomatico

Giovanni Caminiti, Medico di Medicina Generale e Paziente Covid19 sintomatico, racconta la sua esperienza con il Coronavirus. Nella “terza e ultima parte” di un racconto intitolato “medicina generale e Covid19”, Caminiti ripercorre la sua malattia: “Domenica 10 inizia la mia disavventura: il tampone e la positività al Coronavirus; la malattia che avanza l’intervento del 118; l’accesso al Pronto Soccorso. Le mie condizioni che mi consentono di continuare terapia a casa: cortisone, antinfiammatori, antibiotico, eparina, ossigeno, vitamina D. Miglioro.

Ma le vicissitudini non sono finite. Ho un sostituito come MMG e avverto i miei assistiti, ma loro non mollano.  Mi chiamato per avere urgentemente una ricetta da utilizzare dopo una settimana, per sapere se per la nausea da pasto abbondante possono prendere il bicarbonato, certo, tutto accompagnato da uno “scusi se la disturbo” come se questa frase consentisse qualunque cosa a chicchessia. E ce ne sarebbero altre. Intanto avevo la febbre alta e l’ossigeno a permanenza, a proposito dei MMG che non rispondono al telefono.

Devo pensare anche alle cose mie, da paziente Covid e alla responsabilità di un medico che non può trascurare i propri parenti. Ho bisogno del decreto di quarantena per i miei conviventi. Con l’ASP non riesco a comunicare, nessuna risposta al telefono, né alla mail; poi arriva anche la possibilità di non avere risposte tramite messagistica WhatsApp. Chiederò anche questo al MMG. E dopo il piano terapeutico per l’ossigeno ora mi serve anche il Piano Terapeutico per un farmaco: nuovo compito per il MMG;

E il nonno diabetico ha bisogno di striscette e pungidito: nuovo compito del MMG; senza scordare i pannoloni per nonna: prescrizione che è un nuovo carico per il MMG. Passano i giorni, devo sistemare la terapia, sapere se sono ancora positivo. Dall’USCA non riesco ad avere risposta al telefono. Mando una email. Cortesissimi 24 ore dopo mi richiamano. Passeranno 2 o 3 giorni prima che vengano. E quando il giovane collega arriva è di una cortesia e simpatia difficilmente descrivibili.

Faccio il tampone molecolare. Fatto anche il rapido questo è negativo! Evviva! Giubilo in tutta la casa! Ma non è finita! In Ospedale esito del molecolare in 3 ore: passati 5 giorni, nessuna notizia dall’ASP per la conferma della negatività dal molecolare. Essere o non essere libero dal virus? Metto in croce il mio MMG per la liberatoria? Peccato che non possa sostituirsi, all’ASP ed entrare autonomamente nelle piattaforme. Questa attività di segretariato in mio favore mi farebbe comodo.

Ho anche saputo che per avere ritirata la spazzatura devo fare richiesta al MMG (che bufala). Sarebbe veramente la ciliegina sulla torta. E ancora non ci sono i vaccini anti Coronavirus praticabili in ambulatorio. I MMG faranno anche quelli. Comunque all’ora di cena lo chiamo. “Ciao Collega, ti chiamo adesso perché forse stai cenando. Ho tante cose da dirti e, in questo momento, avrai un po’ più di tempo per ascoltarmi. Oh, a proposito, scusa se ti disturbo…”

Medici di Medicina Generale, lavoro senza orari, senza protezioni, senza tutele sanitarie e legali;incarichi nuovi (la parte medico-legale legata ai provvedimenti di quarantena/isolamento e liberatorie) per i quali forse non hanno titolo, certamente in molti non hanno competenza e nessuno ha ricevuto istruzioni; tacciati di abbandonare i pazienti e di violare il Giuramento di Ippocrate. Medici di Medicina Generale: fanti di trincea a cui rendere onore! Con la speranza di non dovere erigere altre statue ai caduti”.

Messina, medico positivo al Covid-19 racconta la sua epopea: “Tutto è iniziato il 10 gennaio, che disavventura per il tampone. Soloni perbenisti, rileggete Ippocrate”