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Messina, inaugurazione anno giudiziario alla Corte d’appello. Galluccio: “il Covid è una sfida per l’ammodernamento”

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Anno giudiziario, Messina: vuoti di organico e resta ancora un miraggio la costruzione del secondo palazzo di giustizia

La carenza di magistrati e di personale di cancelleria, l’annoso problema della mancata realizzazione di un secondo palazzo di giustizia, la necessità di accelerare i tempi dei processi per dare risposte ai cittadini che chiedono giustizia e le nuove sfide imposte dall’emergenza epidemiologica. Sono i temi emersi dalla relazione del presidente della Corte d’appello di Messina, Michele Galluccio, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario fa il punto sull’andamento della giustizia nel distretto messinese. In apertura il presidente Galluccio ha rivolto un “pensiero commosso” e un “doveroso omaggio” alle vittime del Covid-19 ricordando che una cerimonia più sobria è “certamente più aderente ai tempi che viviamo” e recupera “il senso vero di un rendiconto sulla amministrazione della giustizia nel periodo 1 luglio 2019 – 30 giugno 2020, che pur nelle presenti difficoltà, impone di trasmettere un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro”. Al primo punto c’è dunque la carenza di personale. Il distretto “continua a registrare una situazione difficile”- dice chiaramente Galluccio – a causa delle vacanze contingenti di fatto e di diritto negli organici, sia presso la Sezione Lavoro della Corte, che presso i Tribunali di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, ma soprattutto del pesante arretrato che condiziona il rendimento complessivo degli uffici giudiziari, oltre a determinare un notevole dispendio di risorse pubbliche, conseguenti al contenzioso ex legge Pinto”. Difficoltà che si aggravano anche con la carenza del personale di cancelleria, il cui numero si assottiglia per via di diversi pensionamenti che solo in parte sono stati compensati dal concorso per assistenti giudiziari e dalle progressioni in carriera, ricorda tuttavia che il ministero ha programmato in tempi brevi nuovi concorsi.

Il presidente Galluccio rende merito anche ai giudici onorari: “Un importante ruolo ha svolto la magistratura onoraria cui, a fronte dei carichi di lavoro, sono assegnati ruoli monocratici civili e penali e che ha dato, in tutti gli uffici, compresa la Corte di Appello, settore civile, un notevole contributo alla riduzione delle pendenze e al contenimento dell’arretrato”. Nello sforzo generale per incrementare la produttività e ridurre progressivamente le pendenze arretrate, a pesare su tutto è arrivato il Covid-19 che in una prima fase aveva portato alla sospensione delle udienze e poi alla ripresa utilizzando anche modalità di smart-working. Galluccio sottolinea lo sforzo di magistrati e personale di cancelleria che hanno dovuto operare: “Sotto la spinta dell’emergenza, in modalità totalmente nuove che tuttavia hanno consentito agli uffici di conseguire in poco tempo – in termini di utilizzo di tecnologie per il collegamento da remoto, di dotazione informatica e di suo diffuso utilizzo – progressi che altrimenti avrebbero richiesto anni”.

La situazione delle Sezioni penali dibattimentali continua a rimanere difficile – sottolinea Galluccio – , seppur con un decremento, dell’11%, delle pendenze, in numero di 253, al collegio e un incremento dell’8,9% per i procedimenti dinanzi al giudice monocratico (pendenti, al 30/6/2020, 3.360; erano 3.086 al 30/6/2019). L’elevato numero di procedimenti pendenti determina un concreto rischio di prescrizione dei reati, soprattutto di quelli con pena edittale non superiore a sei anni, con notevoli difficoltà di assicurare una risposta celere di giustizia”. “La situazione – prosegue Galluccio – si è aggravata a seguito della sospensione delle attività dovute al periodo di lockdown per la necessità di limitare i procedimenti da trattare nelle singole udienze ad un numero compatibile con le esigenze di distanziamento interpersonale. Sul totale dei procedimenti definiti (2.033) a dibattimento collegiale e monocratico, le sentenze dichiarative di prescrizione sono state 45, pari al 2,3%. Quanto alla durata dei procedimenti definiti in dibattimento, la maggior parte (41,88% per il collegio e 31,99% per il monocratico) è compresa tra 1 e 2 anni, mentre supera i 2 anni il 33% dei procedimenti definiti dal collegio ed il 20,62% dei procedimenti definiti dal giudice monocratico”.

“Rimane da verificare quale sarà l’incidenza della emergenza epidemiologica nel secondo semestre del 2020, in cui l’aggravarsi della situazione sanitaria, protrarrà i suoi effetti sulla complessiva tenuta del sistema che non potrà che ulteriormente risentirne”. Secondo Galluccio la sfida futura è “quella di cogliere l’occasione della vicenda Covid, per sviluppare, sulla base della esperienza di questi mesi, un complessivo progetto di ammodernamento e digitalizzazione della attività giudiziaria”. Infine un passaggio sull’annosa vicenda legata all’edilizia giudiziaria. Galluccio ricorda che le condizioni “di estrema criticità” in cui versano alcuni locali del palazzo di giustizia sono note da tempo. Gli spazi non sono sufficienti e quelli a disposizione hanno “problemi di salubrità e sicurezza”. Una situazione che è diventata ancora più critica a seguito della pandemia. “L’argomento, tuttavia – dice nella sua relazione – può essere esaurito brevemente, con la amara constatazione che, rispetto all’anno precedente, assolutamente nulla è cambiato”. Restano le “considerazioni inascoltate degli anno scorsi”. “Venute ormai meno – conclude – le speranze di ottenere in tempi brevi la realizzazione del secondo Palazzo di giustizia, l’unico spiraglio di luce, nel buio più totale della vicenda, è rappresentato dalla possibilità di ottenere in locazione alcuni locali di proprietà dell’Inps che certamente costituirebbe un notevole passo avanti in vista della soluzione dell’annoso problema”.

Anno giudiziario, Messina: i dati confermano la forte crisi economica

Aumentano i procedimenti per responsabilità medica, mentre restano inalterati, ma numerosi quelli relativi alla sfera sessuale, diminuiscono invece i procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione, così come gli omicidi ed i reati associativi. Nel settore civile “i dati fanno emergere una crisi economica del territorio messinese forte e prolungata”. E’ l’analisi dei dati statistici per il distretto di Messina contenuti nella relazione del presidente della Corte d’appello Michele Galluccio. In aumento, il dato è del 43%, i procedimenti per responsabilità colposa per morte o lesioni in ambito sanitario. Si è passati da 53 a 76 mentre rimangono numerosi in termini assoluti, anche se in diminuzione, i reati relativi alla sfera sessuale e la pedofilia (rispettivamente -46% e -29%). Per il resto invece i dati sono tutti in discesa. Diminuiscono del 21%, i procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione quali peculato, malversazione, corruzione e concussione. In calo del 36% i reati di associazione per delinquere e del 29% quelli di associazione per delinquere tipo mafioso.

In lieve diminuzione gli omicidi dolosi consumati ( -4%) e tentati ( -17%); senza variazioni di rilievo gli omicidi colposi (96); in decremento del 22% quelli per infortunio sul lavoro e del 7% quelli da circolazione stradale; in notevole calo del 29% è il numero dei procedimenti per lesioni colpose e, specificatamente, del 24% quello delle lesioni da infortunio sul lavoro e del 72% quello delle lesioni colpose da incidente stradale. In forte diminuzione anche i reati contro il patrimonio come i furti in abitazione, le rapine, l’usura. Calano lievemente ( del 6%) le bancarotte e i reati in materia informatica. Sempre alto, anche se in lieve diminuzione del 6%, è il numero dei reati per traffico e spaccio di stupefacenti; in diminuzione ( intorno al 35%) i reati in materia di inquinamento, mentre costante è il dato per le lottizzazioni abusive.

Passando al settore civile a livello distrettuale (comprensivo della Corte e dei tre tribunali) i dati fanno emergere una crisi economica del territorio messinese forte e prolungata, mentre per quanto riguarda i temi della famiglia, pur restando stabili i dati di separazioni e divorzi, emerge come i dissidi tra coniugi spesso “stentano a trovare sul piano giudiziario composizioni condivise”, soprattutto quando si tratta dell’affidamento dei figli. In diminuzione (-13%) sono le iscrizioni degli affari civili ( da 46.363 a 42.919), nell’ambito dei quali, mentre sono in diminuzione gli affari civili contenziosi (-5%), aumentano del 9% quelli di volontaria giurisdizione e del 5% quelle di competenza del giudice tutelare. In diminuzione (del 7%) le sopravvenienze di lavoro e previdenza; in lieve decremento del 4%, nel settore, le sopravvenienze di procedimenti per accertamenti tecnici preventivi. Infine diminuisce del 14% il flusso delle procedure esecutive immobiliari e, in minor misura del 29%, quello delle procedure esecutive mobiliari; in diminuzione del 24% il numero delle iscrizioni di procedure fallimentari.