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Messina: De Luca e La Paglia due facce della stessa medaglia o entrambi vittime di un sistema al collasso? La verità sui falsi posti in terapia intensiva

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La denuncia pubblica di De Luca e Mario Macrì rischia di muovere un caos incredibile all’interno della sanità messinese e siciliana: oggi La Paglia è il principale artefice dell’emergenza, secondo il Sindaco di Messina, ma il problema potrebbe essere molto più profondo

La diretta social di ieri pomeriggio da Cateno De Luca rischia di sollevare un polverone gigantesco grande quanto tutta la Provincia di Messina, e chissà, forse anche di più. Da settimane è frontale l’attacco nei confronti dell’Asp guidata dal direttore generale Paolo La Paglia, tanto da spingere il primo cittadino a “chiederne la testa”. Ha minacciato, anzi presentato, infatti le dimissioni da Sindaco della città: “O me o lui”, è il messaggio rivolto all’assessore alla Sanità Ruggero Razza e al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Eppure De Luca giura di andare avanti con la sua battaglia, attraverso denunce, esposti alla Procura e a suon di ordinanze che, purtroppo, penalizzano l’unica parte lesa della situazione: il popolo. Tracciamento dei contagi ormai perso da settimane, tamponi che spariscono, sistema dei rifiuti per i cittadini positivi totalmente in palla e, come se non bastasse, posti in terapia intensiva dichiarati ma che in realtà non esistono. Ma sarà vero?

de luca macrì“I dati ufficiali riportati sulla piattaforma Gecos, dalla quale anche il Ministero della Salute legge i numeri della Regione, non sono assolutamente reali – ha sottolineato De Luca – . Lo scorso novembre i numeri dei posti letto venivano ‘calati’ per evitare che la Sicilia fosse inserita dal Governo in una fascia a rischio”. Dichiarazioni forti che fanno riflettere e mettono in luce una situazione davvero grave per Messina e la sua Provincia: gli ospedali di Milazzo, Taormina e Patti contano insieme 0 (zero!) posti letto in terapia intensiva Covid, ciò significa che se una paziente è gravemente malato ed ha il bisogno di essere intubato deve essere trasferito al Papardo o al Policlinico Martino, nella speranza che trovi un posto libero o che non muoia durante il viaggio in ambulanza.

ospedale taorminaOggi il Sindaco De Luca vede nella figura di Paolo La Paglia il principale artefice del disastro sanitario messinese, perché direttore generale e quindi responsabile assoluto delle mancanze dell’Azienda provinciale, ma la realtà è che entrambi sono vittime di un sistema totalmente al collasso. L’errore dei numeri parte infatti dalla base. Ad esempio, per quale motivo l’ospedale di Taormina ha comunicato l’installazione di quattro posti letto di terapia intensiva Covid, come richiesto dalla Regione Siciliana, quando invece questi non erano attivabili? Circa un mese fa, dopo i controlli di verifica, i Nas hanno bocciato su tutta la linea la documentazione fornita. Per aprire dei posti letto di terapia intensiva ad un’azienda ospedaliera sono necessari diversi requisiti: per dirne alcuni, serve una strutturazione organizzativa, l’impianto per la distribuzione e l’evacuazione dei gas, sale adibite, prese e percorsi pratici, ma soprattutto assunzione di personale anestesiologico ed infermieristico, che nel caso specifico di Taormina mancava. Eppure in data 12 novembre le agenzie di stampa nazionale hanno testimoniato il sopralluogo nell’ospedale ‘Sirina’ da parte del manager La Paglia alla presenza del direttore sanitario Dino Alagna, del direttore del dipartimento cure ospedaliere Paolo Cardia, del direttore unità professioni sanitarie Carmelo Spina e del direttore dell’unità di anestesia e rianimazione Giacomo Filoni.

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Stando a questi dati, sembra esserci stata dunque una connivenza generale nel fornire i numeri alla Regione, pensando probabilmente che nessuno se ne sarebbe accorto. E questo è avvenuto allo stesso modo anche a Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Patti, come documentato dal Sindaco De Luca che oggi fa bene a “spronare” le coscienze di La Paglia, in primis, affinché si faccia chiarezza su ciò che è accaduto. Sul perché i direttori delle unità, dove andavano installati quei posti letto, hanno dichiarato erano attivabili, quando in realtà non era così. Sarebbe una catena di omissioni che riguarda sia chi ha fornito i dati e sia chi li ha accettati senza accertarsi che fosse vero. Una nuova commissione inviata dalla Regione Siciliana ha effettuato un nuovo sopralluogo e in questi giorni dovrebbe arrivare una comunicazione ufficiale. I messinesi aspettano, il Coronavirus intanto però continua a circolare.

L’unico al momento ad uscirne in modo (quasi) egregio è proprio De Luca, che in pratica si sta tirando fuori da questo “modo di fare”, visto che denunciare la problematica non ha spinto i vertici a trovare una soluzione, ma ha portato solamente ad attaccare chi solleva la polvere nascosta da sotto il tappeto. Se fosse come affermato dal Sindaco di Messina, il direttore generale La Paglia avrebbe dovuto chiedere spiegazioni ai suoi sottoposti e ai primari dei presidi che hanno falsificato i numeri. Chi è stato a Patti, Milazzo e Taormina a dichiarare l’attivazione di quei posti letto senza che ne abbiano i requisiti e né il personale utile a mantenerli? Le indagini della Procura, stimolate dal Sindaco di Messina, sicuramente stanno andando avanti e solo il tempo potrà dare risposte e far venire a galla la verità.