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Fiducia per Conte, il Senatore Ciampolillo che ha tenuto l’Italia col fiato sospeso: “non posso rispondere, sto soccorrendo un colombo”

Dopo aver affidato “temporaneamente a un ragazzo” la scatoletta contenente il volatile, Ciampolillo ha spiegato il perché del suo ‘si’ a Conte avvenuto soltanto al fotofinish

Quello che potrebbe sembrare un racconto fantasioso, è in realtà il racconto della telefonata del giornalista della Repubblica Alberto Custodero e il Senatore Lello Ciampolillo, colui che al fotofinish ha dato il voto di fiducia al Governo di Giuseppe Conte. “Senatore Ciampolillo, ci può spiegare cosa è successo ieri notte al Senato, ammesso all’ultimo momento al voto con l’aiuto della moviola visionata dai questori dopo la sospensione decisa dalla presidente Casellati? “Mi scusi, ora non posso parlare, sto facendo un soccorso a un colombo…”. Scusi, in che senso? “Mi trovo a Roma, davanti alla Chiesa Nuova, c’è un colombo ferito, sta soffrendo, lo sto soccorrendo, la richiamo più tardi””. Una risposta che ha gelato il giornalista, che però non si è fermato a quella risposta, ha insistito per capire il motivo per cui l’ex grillino, oggi nel gruppo Misto, abbia votato all’ultimo momento: “eccomi, il colombo è in salvo. Voleva sapere com’è andata ieri? Mi sono avvicinato al banco della presidenza, c’era un gran caos, senatori, assistenti, Casellati mi ha visto e mi ha chiesto quale fosse la mia intenzione di voto. Io ho detto piu volte sì, ho alzato la mano, ho urlato ancora sì, sì…”.

Ciampolillo è un no-Tap, promotore della terapia di criocongelazione degli ulivi per salvarli dalla xylella e aspirante ministro dell’Agricoltura per sua stessa ammissione. Ha poi spiegato il perché dei suoi dubbi: “non ho problemi ad ammettere che sono rimasto indeciso fino all’ultimo, non era facile per me capire cosa fare. Volevo guardare come si sviluppava la votazione, cercavo di capire come stava andando il voto generale. In extremis ho deciso, ho sentito dentro di me che dovevo dare il voto per salvare il nostro Paese. E così mi sono buttato nella mischia …. Ecco, pensando al bene della nazione ho deciso di votare sì. Non mi sento un salvatore della patria, credo non sia possibile pensare a una crisi di governo, non si può anteporre gli interessi di partito agli interessi generali. Noi dobbiamo guardare con coraggio al futuro, superare le divisioni, pensare ai giovani, far ripartire le imprese, riaprire tutte le scuole. Oggi questa nostra bellissima nazione ha bisogno di un governo che operi e non di queste sceneggiate da Prima Repubblica…”.