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Dopo un anno di covid-19 a che punto siamo?

Coronavirus: è passato un anno dalle prime notizie che arrivavano dalla Cina di un tipo particolare di influenza molto forte e che obbligava in molti casi al ricovero ospedaliero

E’ passato un anno dalle prime notizie che arrivavano dalla Cina di un tipo particolare di influenza molto forte e che obbligava in molti casi al ricovero ospedaliero. Era un virus, successivamente denominato Covid-19, che assomigliava ad una polmonite che dava grosse difficoltà respiratorie, conseguente ricovero in terapia intensiva e che in taluni casi poteva portare al decesso. Certamente però nessuno a quel tempo poteva minimamente immaginare i numeri impressionanti che ci sono stati in un anno per questa pandemia. Circa 95.000.000 di contagi e oltre 2.000.000 di decessi. Alcune nazioni sono state particolarmente colpite. Stati Uniti 24.000.000 contagi, 400.000 decessi; India 10.000.000 contagi, 152.000 decessi; Brasile 8.500.000 contagi, 209.000 decessi; Gran Bretagna 3.300.000 contagi, 90.000 decessi, Italia 2.400.000 contagi, 83.000 decessi e poi, a seguire, tutti gli stati dell’intero globo. A distanza di un anno forse il solo Stato dove il Virus è stato controllato ed è in forte diminuzione è proprio la Cina, lì dove tutto è cominciato.

Il virus, infatti, è iniziato nella città di Whuan dove guarda caso esiste un laboratorio di virologia e di massima sicurezza biologico.  Alcuni sostengono che il virus è stato sviluppato in laboratorio, magari inconsapevolmente, altri si spingono oltre ad affermare che è stato creato per provocare una crisi economica mondiale che avvantaggiasse economicamente la Repubblica Cinese rispetto alle altre superpotenze mondiali. Questo non siamo assolutamente in grado di affermarlo perché non esistono prove al riguardo. L’unica cosa che possiamo dire è l’anno 2020 si è chiuso in tutto il mondo col segno negativo dal punto di vista del PIL. L’unico Stato che ha avuto un Pil positivo è stata proprio la Cina. Bisogna però affermare che in Cina, proprio perché esiste un regime totalitario in mano ancora al Partito Comunista tutte le regole molto rigorose che sono state imposte, a differenza degli altri stati, sono state assolutamente rispettate. In più l’organizzazione perfetta che vige in quel paese, proprio perché sovrappopolato, ha limitato molto i danni. Nel resto del mondo, invece, ed in Europa in maniera particolare ci è trovati molto impreparati. E’ stato attuato più o meno in tutti gli stati un severo lockdown di tre mesi con tutte le persone a casa e con quasi tutte le attività produttive chiuse. In più è stata attuata la chiusura di tutte le attività commerciali ad eccezione solamente dei generi di prima necessità.  Questo ha provocato in Italia una situazione disastrosa dal punto di vista economico con una disoccupazione che alla chiusura del blocco imposto dal governo esploderà fino a raggiungere un milione di disoccupati e con un debito pubblico che supererà i 2.600 miliardi di €.

Proprio perché questa malattia è una novità e non si sapeva nulla in proposito le uniche armi che si avevano per combatterla era distanziare le persone e utilizzare dei farmaci per cercare di limitare i danni. C’è stata da parte di tutti i paesi del mondo una corsa forsennata alla ricerca di un vaccino per immunizzare più persone possibile e raggiungere la famosa “immunità di gregge”. I risultati sono stati incredibili. In meno di un anno è stato raggiunto un grande obiettivo. Ed all’attualità sono già due i vaccini approvati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia stanno arrivando dosi di vaccino dell’azienda americana Pfizer ma per essere considerati immuni abbisognano due inoculazioni a distanza di circa tre settimane e, successivamente, è necessario attendere ancora una settimana. In Italia siamo sessanta milioni di persone e a detta degli esperti per raggiungere “l’immunità di gregge” è necessario che almeno il 70% delle persone sia vaccinato. E’ necessario quindi vaccinare almeno 40.000.000 di individui. Con la difficoltà che si ha nel far arrivare i vaccini in Italia, la carenza organizzativa, la mancanza di medici ed infermieri, nonché la difficoltà che esiste nel conservare il vaccino a -80° è molto improbabile che si riesca a vaccinare tutta la popolazione italiana entro l’anno 2021. E considerando inoltre che gli scienziati assicurano una immunità che dovrebbe protrarsi tra i 9 e i 12 mesi, si può ragionevolmente affermare che prima che si possa completare la vaccinazione di tutta la popolazione italiana bisognerà già rivaccinare nuovamente coloro i quali lo stanno facendo in questi mesi. Questo perché il virus, leggermente mutato, potrebbe ripresentarsi, al pari dell’influenza, praticamente ogni anno. E’ quindi un quadro abbastanza fosco quello che si presenta in Italia in questo momento, oltretutto con il rischio concreto di una crisi di governo, ma non bisogna demoralizzarsi e partendo dal fatto che all’attualità siamo lo stato europeo che ha fatto più vaccini, continuare a rispettare le regole per far sì che questa terribile pandemia diventi soltanto un brutto ricordo.