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Coronavirus a Reggio Calabria, Aifa blocca la cura sperimentale con adenosina del Gom. Correale: “nessuna motivazione comprensibile e possibilità di confronto”

riuniti reggio calabria pronto soccorso (2) Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Aifa fa sapere al Gom di Reggio Calabria che “in considerazione di un rapporto rischio/beneficio non definibile; si ritiene che a fronte dell’attuale disponibilità di alcune opzioni terapeutiche di provata efficacia lo studio proposto non possa essere autorizzato”

Ha dato per diversi mesi buoni risultati nella lotta al Coronavirus al Gom di Reggio Calabria, tanto da avanzare prove tecniche per lo studio sul trattamento del danno polmonare acuto legato al Covid-19 ideato dal primario della terapia intensiva Sebastiano Macheda e dal primario dell’Oncologia Pierpaolo Correale. Lo avevamo raccontato in passato proprio sulle nostre pagine, in piena emergenza Covid è nata al Gom una task force scientifica multidisciplinare, voluta e coordinata dal commissario Iole Fantozzi, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata per la sperimentazione e la ricerca. Lo studio sperimentale “Therapeutic effects of adenosine in high flowm 21% oxygen aereosol in patients with Covid19-pneumonia” e i dati raccolti hanno portato alla creazione di un protocollo terapeutico mediante la somministrazione di adenosina via aereosol, evitando i gravi effetti collaterali emodinamici legati all’uso del farmaco per via endovenosa. Il protocollo e il suo relativo brevetto sono il compimento di una fruttuosa collaborazione in compartecipazione con il dott. Michail Sitkovsky della Northeastern University di Boston ed è stato posto all’attenzione dell’Aifa.

In questo ore per l’azienda ospedaliera reggina è arrivata la doccia fredda. In un’intervista pubblicata da Affari Italiani, l’immunologo Pierpaolo Correale ha affermato che l’Azienda Italiana del Farmaco ha bloccato la sperimentazione: “abbiamo inviato i nostri risultati all’AIFA, non siamo però riusciti ad avere un confronto con loro cosa che sarebbe stata molto importante. L’AIFA dovrebbe avere un ruolo si rigoroso ma non rigido, dovrebbe dare la possibilità ai medici di sperimentare con controllo e regole ma non togliere la speranza di poter guarire all’adenosina che viene studiata da tanti anni ed è conosciuta da tutti già da prima. E’ stata bloccata senza delle motivazioni comprensibili e senza la possibilità di un confronto per il quale eravamo a disposizione. In un momento storico critico per la salute nulla dovrebbe essere lasciato al caso. L’AIFA dovrebbe avere come mission quella di incentivare gli studi spontanei e la ricerca in genere, non inibirla. Ecco la risposta dell’AIFA non favorevole “in considerazione di un rapporto rischio/beneficio non definibile; si ritiene che a fronte dell’attuale disponibilità di alcune opzioni terapeutiche di provata efficacia lo studio proposto non possa essere autorizzato”. Si pensi che negli Stati Uniti, in Florida si avvia lo “studio Artic”, sotto la responsabilità di Bruce Spiess e Misha Sitkovsky. Al GOM la task force è composta anche dai team dei professori Billotta e Caracciolo, che si aggiungono a Correale e a Macheda: oltre Scilla si guarda Miami. Ci sono già due lavori pubblicati e un congresso in vista per approfondire e verificare dati, procedure, studi”.