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Coronavirus, parla l’esperta: “se non fossimo stati in una pandemia il vaccino non sarebbe stato prodotto così rapidamente”

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Coronavirus, parla la Prof.ssa Marchetti, Docente di Malattie infettive Università di Milano: “se non fossimo stati in una pandemia il vaccino non sarebbe stato prodotto così rapidamente. Si sarebbe aspettata la fine di una serie di accertamenti sull’efficacia a lungo termine”

La Prof.ssa Giulia Marchetti, Professore Associato di Malattie Infettive Università di Milano afferente all’Ospedale San Paolo di Milano, è intervenuta questa mattina nel corso del programma Genetica Oggi curato e condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, riguardo il tema del vaccino contro il Covid 19.

“Ovviamente se noi fossimo stati in una situazione epidemiologica diverse, così come avviene per tutte le altre malattie infettive, è ovvio che probabilmente il vaccino non si sarebbe prodotto così velocemente ma si sarebbe aspettato la fine di una serie di accertamenti sulla efficacia a lungo termine, quella negli anni. Tutto questo è abbastanza ovvio però in realtà i dati che sono stati dimostrati sono dati di estrema sicurezza sotto il profilo degli effetti collaterali, al punto tale che in tutti i trials, che sono basati su due gruppi di persone il primo prende il vaccino e il secondo no, ecco in questo caso anche al secondo gruppo dopo poco è stato dato il vaccino perché non è stato considerato etico non darglielo vista l’efficacia”. “Quello che la gente pensa su che cosa succederà fra alcuni anni dopo la somministrazione del vaccino lo penso anch’io che sono stata vaccinata ieri. Ma ci vuole la forza della ragione e la forza della ricerca e della scienza, non è qualcosa che nasce dal nulla ma è un vaccino con un razionale biologico e di conoscenze che ci sono da tempo. Non esiste una reale preoccupazione fondata su basi scientifiche”. “I trials prevedono un follow-up di due anni, le persone che sono state reclutate per lo studio sono ancora monitorate e lo saranno appunto nel tempo per verificare effetti collaterali ed efficacia nel tempo. Abbiamo comunque dati incontrovertibili e secondo me non è stato un azzardo vaccinare. Ieri l’atmosfera nel mio Ospedale era di gioia e di speranza”. “La vera sfida è capire per quanto tempo noi primi vaccinati manteniamo la protezione del vaccino o se ci sarà bisogno di fare ulteriori richiami a distanza di tempo come avviene già per altri vaccini, questa è una cosa che non possiamo escludere ma che sapremo nel tempo”.