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Coronavirus a Messina, Coas chiede verità: “i conti sulle Terapie intensive sono stati falsificati, Asp inefficiente nella gestione della pandemia”

la paglia macrì messina asp coronavirus

Il dottor Macrì continua la sua battaglia e dichiara di voler “proseguire nella sua azione di vigilanza cercando di fare chiarezza sulla quotidiana situazione sanitaria” a Messina

“Terapie intensive, operazione verità: quando i conti non tornano”. E’ questo il titolo del comunicato diffuso dal Coordinatore provinciale del Coas, il dott. Mario Salvatore Macrì, in merito alle vicende relative alla falsificazione dei dati sui posti letto in Terapia intesiva standard e Covid attivi nella città e nella provincia di Messina. L’associazione sindacale è in prima linea da settimane insieme al Sindaco Cateno De Luca per richiamare l’attenzione dei vertici regionali affinché si possa fare chiarezza sulla situazione. Ecco di seguito la nota:

“Sin dalle prime fasi dell’emergenza pandemica nazionale da SARS-CoV-2 è apparso subito chiaro che la comunicazione avrebbe giocato un ruolo determinate. I mass media hanno diffuso i dati in loro possesso spesso non corrispondenti alla situazione reale, probabilmente forse perché male informati. I bollettini diffusi quotidianamente dall’Istituto Superiore di Sanità ci hanno accompagnato per tutta la prima drammatica fase della pandemia. Adesso, che è iniziata quella che dai più viene identificata la “terza” fase, appare ancora più evidente la necessità di trasparenza.

In Sicilia e nel nostro Bacino Territoriale abbiamo assistito ad un vero e proprio balletto dei numeri. Nella nostra Regione, nonostante il tempo trascorso, poco o nulla si è fatto per potenziale la Rete Ospedaliera e Territoriale sia da un punto di vista strutturale che dell’organico. L’aspetto più triste è che si è tentato di alterare i dati, come poi è finito sotto gli occhi di tutti, per far credere che quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri fosse stato realizzato e che tutto procedeva nel migliore dei modi. La realtà come si è visto è ben diversa. Tranne rare eccezioni in Sicilia la gravità della pandemia è stata a dir poco sottovalutata.

Questo fatto è alla base del collocamento della nostra Regione nella “zona rossa”. È mancata completamente qualsivoglia forma di tracciamento epidemiologico, testimonianza questa dell’assenza/latitanza di alcune Direzioni Strategiche Aziendali, soprattutto, per quanto ci riguarda, dell’ASP di Messina, responsabile della salute pubblica di tutto il territorio messinese. Il Co.A.S. Medici Dirigenti, intende proseguire nella sua azione di vigilanza cercando di fare chiarezza sulla quotidiana situazione sanitaria con particolare riferimento ai posti letto di Terapia Intensiva, che poi sono l’indicatore più sensibile della saturazione delle strutture ospedaliere”. 

Di seguito l’articolo pubblicato in data odierna su StrettoWeb che mostra la netta discrepanza tra i dati raccolti dal Co.A.S. Medici Dirigenti e quelli pubblicati dal sito AGENAS.

Coronavirus a Messina, i numeri del Coas sulle Terapie intensive: “occupato il 90% dei posti letto”, è il peggior dato in Italia [GRAFICA]