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Calabria, genitori sul piede di guerra per le scuole chiuse: già pronta una pioggia di ricorsi al TAR contro l’ordinanza di Spirlì

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Calabria, verso ricorsi massicci al TAR contro l’ordinanza del Presidente facente funzioni che ha deciso di chiudere tutte le scuole che invece il Governo vuole riaprire

Le scuole riaprono il 7, anzi no. Elementari e medie il 7, le superiori l’11: l’ha deciso il Consiglio dei Ministri a notte fonda. Le superiori torneranno in classe al 50%, alternandosi con la didattica a distanza, anche nelle zone arancioni. Il Governo ha capito che senza la scuola non riparte il Paese, che questa generazione di studenti non può continuare a subire il dramma di una vita bloccata, un’educazione sospesa, relazioni interrotte. Conte e Azzolina si stanno battendo contro altre forze dello stesso Governo, vedi il Pd di Franceschini, che vorrebbe le scuole chiuse a tempo indeterminato. Come la Lega, che nelle sue Regioni (in realtà soltanto Veneto e Friuli Venezia Giulia) ha deciso di lasciare a casa tutte le superiori fino al 31 gennaio. Zaia e Fedriga, però, mai e poi mai si sarebbero sognati di toccare elementari e medie. Chiudere anche per gli under 14 significherebbe costringere anche i genitori al tutoraggio per la Dad, uno scenario che non viene neanche preso in considerazione in una società evoluta, in cui le persone lavorano.

spirlì bimbi bareAd emulare le barbariche gesta autunnali del governatore campano De Luca, stavolta, ci ha pensato il calabrese Spirlì. Leghista della Piana di Gioia Tauro, ha annunciato stamattina su facebook un’ordinanza “entro sera” con cui chiuderà “tutte le scuole di ogni ordine e grado” in Calabria, senza neanche dire fino a quando. Ieri aveva detto che con le scuole aperte avremo i bambini nelle bare, senza ritegno. Adesso vuole fare il fenomeno, il ricchione (come ama farsi definire) travestito da sceriffo. Peccato che non è su un carro del Carnevale di Castrovillari: dovrebbe governare una Regione con serietà e professionalità, invece non sa neanche qual è l’indice Rt della Calabria.

Spirlì chiude tutte le scuole, e allora i genitori stanno valutando proteste eclatanti. Molti vorrebbero andare alla Cittadella Regionale insieme ai bambini per manifestare in massa la mattina di giovedì 7, sui social c’è fermento in tal senso. Altri stanno già contattando studi legali per fare ricorso al Tar, una scelta meno eclatante ma più pragmatica per fare in modo che le scuole riaprano subito così come stabilito dal Governo centrale. Già lo scorso autunno, il 23 novembre, il Tar aveva dato ragione ai genitori che avevano fatto ricorso contro analoga ordinanza di Spirlì, e così le scuole avevano riaperto. Molti uffici legali si stanno già dichiarando disponibili ad intraprendere il ricorso per conto dei genitori, a partire dai legali che avevano ottenuto il successo legale a novembre, Paolo Perrone e Nicola Cassano del foro di Paola.

Tribunale ecclesiasticoCon un’altra sentenza, il 14 dicembre il Tar calabrese accoglieva il ricorso dell’avvocato Giuseppe Pitaro e sospendeva anche l’ordinanza di chiusura delle scuole del Sindaco di Crotone, spiegando che “l’indiscriminata chiusura di tutte le scuole è una misura non proporzionata” alla situazione epidemiologica Regionale, che oggi è enormemente migliorata rispetto ad allora. Nella motivazione del Tar si leggeva che “le scelte operate a livello statale sono costantemente orientate nel senso di garantire la didattica in presenza dalle materne alla prima media anche per i territori caratterizzati da rischio più grave“, cioè le “zone rosse” che oggi sono per fortuna un lontano ricordo in tutt’Italia al punto che il Governo ha deciso di riaprire anche le superiori.

Il Tar calabrese motivava anche che i pochi casi degli alunni risultati positivi “rappresentano un dato estremamente ridotto, senza dire che la causa del contagio sulla non è con certezza correlabile con la frequenza scolastica“.

In base a tutte le indicazioni di scienza, coscienza e diritto, le scuole in Calabria devono riaprire come nel resto d’Italia. E riapriranno. E’ solo questione di tempo: presentare i ricorsi al più presto e attendere la sentenza del Tar. Che in base alla giurisprudenza pregressa, molto recente e rispetto a una questione analoga, si è già espressa in modo chiaro. Con buona pace di Spirlì. Piuttosto, non possiamo fare ricorso al Tar per sospendere la sua “facenza funzioni” di governatore? Ne ha già combinate troppe in così poco tempo, la Calabria merita altro.

Fermate il delirio di Spirlì