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Calabria, in diretta l’ennesima gaffe di Spirlì: “in zona arancione sono chiusi i negozi ed è vietato uscire di casa”

spirlì calabria

Ormai il presidente facente funzioni della Calabria non smette più di stupire

Se pensavamo che Nino Spirlì avesse raggiunto il culmine con la frase “non voglio vedere i bambini dentro le bare”, allora ci stavamo sbagliando di grosso. Nella diretta di oggi pomeriggio, dove il presidente facente funzioni della Regione Calabria ha contestato l’esito della sentenza del Tar che boccia l’ordinanza di chiusura delle scuole, ogni paradosso è stato superato. Il Coronavirus sarebbe diventato anche più pericoloso del colera, ma addirittura questa pandemia è paragonabile “solo al Diluvio Universale raccontato nella Bibbia, o all’estinzione dei dinosauri”. E come dimenticare quando affermò dell’incremento dell’indice “Rt da 0,64 a 1,9, quasi 2”, quando invece il coefficiente faceva segnare in realtà 1,09 e quindi lontano dalla soglia d’allarme. Una gara delle gaffe in cui Spirlì riesce a superare più e più volte se stesso.

Ma non finisce qui, perché ai vari paradossi si è aggiunto anche quello della Calabria zona arancione, ma più che altro sembra Wuhan e una sistema dittatoriale degno del Comunismo cinese: “Lunedì la Calabria sarà in zona arancione, quindi saranno chiusi tutti i negozi, bar, pasticcerie, ristoranti anche a mezzogiorno. La Calabria sarà chiusa, nessun adulto sarà giustificato per uscire di casa se non per andare a fare la spesa, andare dal medico se sta male o per raggiungere il lavoro”. Nessuno spostamento infatti è vietato nel livello arancione, tranne quello che prevede il passaggio da un Comune all’altro se non per necessità. L’altra limitazione riguarda appunto il settore della ristorazione che dopo aver offerto il servizio al tavolo per i giorni del 7 e 8 gennaio, dovrà tornare esclusivamente ad operare esclusivamente con l’asporto e il domicilio.

Insomma, Spirlì sta cercando in tutti i modi di sostenere la sua tesi e convincere gli utenti calabresi del web che quella di chiudere le scuole sia la decisione più giusta per contrastare il Coronavirus. Come detto più volte su questi canali, la Calabria non ha numeri così drammatici da giustificare una simile scelta. Alla Didattica a distanza si deve ricorrere solo laddove i segnali siano preoccupanti e comunque dovrebbe sempre considerare il fatto che i bambini, come ormai ampiamente confermato dalle ricerche scientifiche, sono tra i soggetti che meglio si difendono dal Covid, e soprattutto non sono super diffusori, come si era detto la scorsa primavera, quindi contagiano meno degli adulti. Ormai da oltre dieci mesi le scuole vivono più in didattica a distanza che in presenza, un problema da non sottovalutare per i più piccoli che sono nella fase più delicata della formazione del proprio carattere. Davvero qualcuno pensa che studiare di fronte ad un pc non provochi danni peggiori del Coronavirus?