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Tesoro Calabria, Sant’Anna Hospital: “la magistratura faccia il suo lavoro ma non si lasci morire la struttura”

La nota di Tesoro Calabria sul Sant’Anna Hospital di Catanzaro

“Le criticità del Sant’Anna Hospital di Catanzaro sembrano purtroppo non costituire una priorità per il governatore facente funzioni Nino Spirlì. Eppure questo presidio clinico, pur al netto dell’indagine “Cuore Matto” che dovrà chiarire alcuni aspetti chiave sulla condotta del vertice dirigenziale, rimane una risorsa strategica a cui dedicare la massima attenzione, anche perché nel frattempo abbiamo anche registrato la nomina del nuovo commissario straordinario alla Sanità calabrese Guido Longo”. Lo afferma in una nota Tesoro Calabria.

“Malgrado ciò, del tavolo istituzionale che avrebbe dovuto analizzare le criticità del S.Anna non c’è traccia mentre tuttavia circa 300 madri e padri di famiglia sono a rischio di perdere il posto e, come se non bastasse, si  lede il diritto alla salute dei cittadini. Lavoro e salute in gioco, dunque. Priorità assolute che la politica e soprattutto le Istituzioni avrebbero il dovere di non trascurare oltre, poiché la Calabria come noto è già messa parecchio male su entrambi i fronti.
Certo, sul Centro pesano, l’abbiamo già premesso, gravi ipotesi di reato. Ma si tratta di responsabilità penali, allo stato per giunta da appurare, che non possono determinare la paralisi, se non addirittura la morte, di un’intera struttura in grado di garantire una stabile occupazione a centinaia di persone e risposte efficaci a migliaia di utenti bisognosi di diagnosi e cure. Resta sempre inteso, però, che l’inchiesta dovrà proseguire senza intoppi, com’è sacrosanto sia. Ecco perché la Regione, nelle diverse articolazioni, ma anche il neo-rappresentante del Governo Longo e il sindaco del capoluogo, sebbene privo delle competenze dirette sullo specifico ambito, non possono non prendere in seria considerazione le implicazioni sociali che la vicenda porta inevitabilmente con sé.
Il S.Anna è un patrimonio irrinunciabile dei calabresi. Eroga prestazioni di qualità elevatissima ed è certificato dai report ministeriali che lo collocano tra le migliori strutture in Italia per la diagnosi e il contrasto alle patologie cardiovascolari. Ha inoltre contribuito in modo significativo ad arginare la negativa tendenza, quasi obbligata ahimé qui da noi, dell’emigrazione sanitaria. Tutto questo grazie a risorse tecniche e, in particolare, a un capitale umano altamente specializzato e con un’esperienza pluriennale alle spalle. Nessuno pare però dannarsi più di tanto per tale grave situazione, soprattutto fra quanti dovrebbero fornire valide spiegazioni.
Noi, tuttavia, li invitiamo a uscire allo scoperto davanti all’opinione pubblica o, al contrario, a spendersi immediatamente in prima persona per restituire serenità ai lavoratori e certezze ai malati di cuore del nostro territorio”.