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Coronavirus, Spadafora stronca le speranze del calcio: “niente tifosi negli stadi a gennaio, vi spiego perchè”

Vincenzo Spadafora Ministro Sport Foto Getty / Riccardo Antimiani

Il ministro dello Sport Spadafora esclude la presenza dei tifosi negli stadi a gennaio: la riapertura al pubblico non è la priorità del governo

Con il progressivo aumento delle vaccinazioni e l’abbassamento della curva dei contagi, gli appassionati del mondo del pallone speravano che già da gennaio 2021 gli stadi sarebbero stati nuovamente aperti al pubblico. Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, ha escluso tale possibilità. Parlando alla trasmissione ‘Agorà’, Spadafora ha spiegato che ad oggi la presenza dei tifosi non è prioritaria rispetto ad altre esigenze: “io escludo che a gennaio ci possa essere questa possibilità per gli stadi. Per un motivo semplice: ognuno spera di riprendere, noi come governo dobbiamo avere una scala di priorità. Ed e su quelle priorità che dobbiamo concentrarci. Non è un problema di ventimila spettatori su sessantamila posti all’Olimpico, perché questi numeri significano controlli, trasporti, gestire una macchina che non è prioritaria rispetto alla scuola o il sistema industriale. Il mio desiderio è di rivedere i tifosi allo stadio, ma non credo che accadrà a gennaio“.

Per quanto riguarda sci e palestre, Spadafora è più ottimista: “mi auguro che prima del 7 febbraio, quando ci guarderà tutto il mondo con l’inizio dei Mondiali di sci di Cortina, possano riaprire gli impianti e questo potrà essere un segnale importante. Il Cts non ha bocciato le linee guida delle Regioni, ha chiesto delle modifiche. Noi non stiamo abbandonando nessuno, ma la verità è che non siamo usciti dal momento più acuto della crisi. Ancora qualche mese di attesa per uscire dal tunnel. Entro fine gennaio contiamo di riprendere l’attività sportiva e quella sciistica, con le regole del Cts, con cui lavoriamo costantemente. L’obiettivo è fine gennaio per palestre, piscine, centri danza. Se rifarei tutto quello che ho fatto in questi mesi? Sulle chiusure abbiamo avuto una posizione responsabile. Mi hanno amareggiato le difficoltà di intervenire tempestivamente, ci siamo dovuti inventare dal nulla dei meccanismi per aiutare i lavoratori sportivi. Ora ci stiamo occupando di pallavolo, basket e Lega Pro perché nel prossimo decreto avremo ristori ulteriori perché questi settori hanno sentito molto di più l’assenza del pubblico rispetto alla Serie A che ha i diritti televisivi“.