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Serie C, furia Ghirelli sulle riforme: “Chiudere i presidenti in una stanza e buttare la chiave”

Ghirelli Photo by Francesco Pecoraro / Getty Images

Serie C, tutta la furia del presidente Francesco Ghirelli in tema di riforme dei campionati

Francesco Ghirelli è una furia. Il presidente della Lega Pro non le manda a dire ai dirigenti dei club per quanto riguarda le riforme dei campionati, l’utilizzo dei giovani e i diritti tv. Il suo intervento alla trasmissione “C come Calcio”, su Cusano Italia Tv, è duro e pungente.

“Il presidente Gravina ha ragione – dice – noi siamo per primi quelli che hanno bisogno di una riforma, siamo l’unica Lega che nel corso di questi anni ha fatto un’autoriforma. Dal 2011-12 siamo passati da 90 squadre a 60, abbiamo fatto tutta un’azione autofinanziata e illuministica, ma non abbiamo risolto il problema. Se si parla solo di numeri i problemi del calcio non si risolvono e non si risolvono parlando solo di Serie C, bisogna mettersi intorno a un tavolo tutti quanti e discutere di come fare le riforme. Non bisogna solo ragionare delle prime tre serie, bisogna ragionare anche della Serie D, bisogna ragionare a sistema del calcio italiano. Solo al termine di questo processo si può decidere se cambiare i numeri dei campionati. La Serie C deve essere la formazione dei giovani talenti, questa è la nostra mission, oltre ad un collegamento forte col territorio. Questo non preclude nulla a quando le grandi squadre transitano da noi, ma il ruolo della Serie C deve essere quello”.

Poi lancia una provocazione“Bisogna discutere su quali risorse vengono messe a disposizione e quali regole – prosegue – Lancio una provocazione. Bisogna che qualcuno decida di fare come si fece ad un conclave quando non si riusciva ad eleggere il Papa: chiudere i presidenti, compreso il sottoscritto, in una stanza, buttare via la chiave e fin quando non si trova una soluzione condivisa che serve al calcio italiano quella chiave non deve essere restituita”.

E tira fuori l’esempio dei giovani e l’ottimo lavoro della Nazionale e di Mancini: “La Nazionale di Mancini ha scommesso sui giovani ed è tornata ai vertici a livello mondiale. Se si ha questo coraggio di fare giocare i giovani si hanno risultati. Nei grandi club europei i giovani debuttato a 18 anni, mi si spieghi perché in Italia bisogna avere 23-24 anni per esordire”.

Riguardo all’acquisto dei diritti televisivi delle partite della Ternana da parte di Cusano Italia Tv. “Il presidente della Ternana Bandecchi ha fatto un’operazione notevole, tra l’altro con una qualità tecnica delle trasmissioni notevole e con un’imparzialità dei conduttori e dei commentatori di grande signorilità. Dobbiamo lavorare per estendere ancora di più tutti i mezzi televisivi ed internet perché il nostro calcio dev’essere visto da tutti, quindi Bandecchi ha fatto una grandissima opera”.