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Nella stampa di Scilla di Peter Schenk del 1700 ci sono delle incredibili similitudini e coincidenze storiche

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Nel 1702 Peter Schenk pubblicò “Hecatombolis”, una raccolta di vecchie incisioni di paesaggi su rame, tra cui spicca la “Bellissima veduta della parte orientale della Calabria marittima” che con molta probabilità si riferisce a Scilla

Peter Schenk è stato un incisore, editore e cartografo olandese del secolo d’oro di origine tedesca, infatti nacque a Elberfeld, in Germania il 26 dicembre 1660. Da giovane si trasferì ad Amsterdam 1686, dove frequentò il maestro incisore Gerard Valck, la cui moglie, era la sorella dell’incisore Abraham Bloteling. Peter Schenk il 2 novembre 1687 sposò a Buiksloot, un sobborgo di Amsterdam, Agata, sorella dell’artista Gerard Valck dalla quale ebbe 3 figli Jan, Leonard e Pieter che furono anche i suoi allievi. In particolare suo figlio Leonard sposerà una delle figlie di Gerard Valck. Tutti questi intrecci amorosi tra questi grandi artisti saldarono le loro frequentazioni e collaborazioni. Nel 1695 Peter Schenk assieme a Gerard Valck utilizzarono nuove tecniche, della “mezzatinta” e “a la poupée” realizzando così stampe multicolori, principalmente per la realizzazione di mappe geografiche con le tecniche . Le più note pubblicazioni del sodalizio Valck-Schenck furono nel 1708 con la seconda edizione della “Celestial Atlas Harmonia Macrocosmica” di Andreas Cellarius e un’edizione del “Novus Atlas” di Johannes Janssonius, intitolato “Atlas Anglois” e pubblicato a Londra da David Mortier nel 1715. Peter Schenk si dedicò soprattutto alla pittura ritrattistica, eseguì vedute topografiche e nominato “incisore del re” dallo stesso Augusto II, re di Polonia e Principe elettore di Sassonia, rappresentò in molte opere soggetti storici, di genere, tra cui scene galanti e biblici. La famiglia Schenck, assieme ai propri soci, fu tra i più noti e prolifici editori di Amsterdam nel XVIIIº secolo. Nel 1702 Peter Schenk pubblicò “Hecatombolis”, una raccolta di vecchie incisioni di paesaggi su rame, tra cui spicca la “Bellissima veduta della parte orientale della Calabria marittima”(nella foto) che con molta probabilità si riferisce a Scilla. Infatti la stampa propone un tempietto circolare a colonne sormontato da una statua e di forme quasi rinascimentali molto simile a quello costruito anni dopo nella zona di Pacì, a Scilla.

Nella stampa il tempietto è collegato con un ponte ad unica arcata e una torre medievale su un basamento circolare, sulle rocce a picco sul mare. In basso sembra che sia costruito un attracco per le navi, collegato ad una strada in discesa che collima con la descrizione del porto di età romanica dello scienziato scillese Rocco Bova prima del terremoto del 1783. Questa stampa di Scilla si riferisce ad un periodo tra il 1675 e il 1700. Infatti nel 1783 a seguito di un forte terremoto, il Monte Campallà (nella foto) franò ed il terreno nella zona di Pacì si ribassò di molti metri. I vigneti scoscesi e deviati dai loro confini si confusero gli uni con gli altri, senza alcuna distinzione e la frana caduta verso il mare causò un terrificante maremoto che produsse un elevatissimo numero di vittime. In questa zona dopo il terribile evento venne costruita nel 1844 la cappella dell’Addolorata (nella foto), chiamata la “Rotondetta” o “Madonnella”, curiosamente molto simile al tempietto della stampa di Schenck che fu disegnata un secolo e mezzo prima. Quindi o la Rotondetta fu conseguenza della stampa di Peter Schenk o un simile tempietto era stato costruito prima ed era contemporaneo alla stampa! La medesima stampa ritrae un attracco per navi che coincide con la descrizione di un antico porto già esistente in età romanica dello scienziato Rocco Bova. Infatti l’illustre scillese che fu anche sindaco del paese aveva dedotto che il porto in questione era stato distrutto nel tempo dalle violente tempeste e dalla mancanza di manutenzione.

Enrico Pescatore