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Coronavirus, Salvini sul Natale: “Parlare di divieti oggi è solo un modo per spargere terrore e depressione”

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Salvini (Lega): “Modifica decreti sicurezza? In piena emergenza sanitaria, parlamento impegnato a discutere di spalancare porti e portafogli. Natale? Parlare di divieti oggi è solo un modo per spargere terrore e depressione”

Matteo Salvini, segretario della Lega, è stato ospite del programma “L’imprenditore e gli alti”, condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv (ch. 264 dtt).

Sulla modifica dei decreti sicurezza. “Incredibilmente, mentre tutta Italia ha come problemi principali la salute, il lavoro, il pagamento delle tasse, da stamattina e almeno per tutta la settimana la Camera sarà bloccata a discutere di immigrazione e della cancellazione dei decreti sicurezza. Io mi domando se sia l’emergenza nazionale tornare ad aprire porti e portafogli, o se non sia il caso di parlare della salute e del lavoro degli italiani. Il popolo italiano è fatto di gente accogliente e solidale, in questo momento milioni di famiglie hanno una grave crisi economica in casa, penso che gli italiani vorrebbero si occupasse di questo. Mi sembra surreale che il Parlamento invece di discutere di bar, ristoranti, ospedali, scuole, sia bloccato perché la sinistra per ideologia vuole tornare a spalancare porti e portafogli. Ne ho parlato anche con il Presidente Mattarella. Un decreto per essere ritenuto tale deve essere di urgenza, dov’è l’urgenza del tema sbarchi oggi?”

Sulla task force per il Recovery plan. “I trecento a Sparta combatterono eroicamente, i 300 di Conte temo siano solo una copertura per permettere a Conte di fare quello che vuole. Se tu indichi una persona sai a chi vanno i meriti e i demeriti se le cose non vanno. Ad esempio Arcuri è stato nominato commissario a tutto, o questo signore è un genio che può occuparsi contemporaneamente di ilva, vaccini e scuole oppure c’è qualcosa che non funziona. Guardando i risultati, non mi pare sia un genio. Una commissione di 300 ha lo stesso sbocco finale. Non sarebbe più normale coinvolgere il parlamento e le associazioni di categoria con i sindacati?”

Sulle misure restrittive per le feste natalizie. “Decidere il 30 novembre cosa devono fare gli italiani il 25 dicembre significa che o uno è veggente oppure evidentemente ha già deciso. Se arriviamo nei pressi del Natale e l’emergenza sanitaria è ancora totale evidentemente l’ultimo dei problemi è la cena a Capodanno e lo sci, se invece la curva si ferma e i gestori degli impianti sono in grado di gestirli in sicurezza io dico perché no? Gli italiani stanno dimostrando assoluto buonsenso, penso che nessuno stia preparando il veglione di capodanno con 150 persone e la banda che suona. Pensiamo ai congiunti fuori regione che chiedono semplicemente di andare a trovare i propri cari, perché dire di no oggi? Io non credo che qualcuno voglia andare ad accalcarsi su una funivia a respirarsi addosso perché il virus uccide. Ma dire oggi: Natale su skype, Natale a distanza, Gesù bambino deve nascere due ore prima, uno di Piacenza non può andare a Pavia, mi sembra solo un modo per spargere terrore e depressione. Se c’è emergenza sanitaria si chiude e stop, se la situazione è invece più tranquilla non credo che il problema sia un figlio che lavora in un’altra regione e vuole andare a trovare la madre”.

Sul vaccino. “Quando arriverà il vaccino tutto dovrà essere stato programmato dal punto di vista della conservazione e della distribuzione, il fatto che il commissario indicato sia Arcuri non mi lascia molto tranquillo”.

Sulla patrimoniale. “E’ una boiata pazzesca” ha concluso Salvini.