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Reggio Non Tace: “le ultime vicende dovrebbero farci riflettere una volta di più sul contesto sociale e politico nel quale viviamo”

Reggio Non Tace: “nella nostra città e nella nostra regione si sono verificate, negli ultimi mesi dell’anno che sta per concludersi, alcune vicende apparentemente slegate tra loro, ma che in realtà dovrebbero farci riflettere una volta di più sul contesto sociale e politico nel quale viviamo”

“Nella nostra città e nella nostra regione si sono verificate, negli ultimi mesi dell’anno che sta per concludersi, alcune vicende apparentemente slegate tra loro, ma che in realtà dovrebbero farci riflettere una volta di più sul contesto sociale e politico nel quale viviamo”. E’ quanto scrive in una nota il movimento Reggio Non Tace. “Le cronache cittadine di vari organi d’informazione cartacei e online – prosegue la nota- hanno così dettagliatamente riportato i vari fatti clamorosi che si sono succeduti all’indomani delle elezioni, e precisamente tra Ottobre e Dicembre, che oggetto di questa nota, proprio per non distogliere l’attenzione dal problema di fondo, non sono “i nomi”, ma le questioni. Questioni che riguardano persone e momenti diversi della storia politica reggina degli ultimi vent’anni ed entrambe le grandi coalizioni oggi presenti nel nostro paese. E così registriamo a metà Ottobre l’operazione “Pedigree 2″, che vede l’arresto per associazione mafiosa di cinque persone, fra le quali un ex assessore nonché presidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria. Nel mese di Dicembre sono poi venute fuori altre due vicende non meno eclatanti, e anzi di più se si considera che vi sono pienamente coinvolti due attuali consiglieri comunali schierati su fronti opposti. L’uno, figura di spicco non solo del suo partito, ma anche di una comunità religiosa, è accusato di aver coperto una storia di abusi ai danni di una minore. L’altro, assai votato nelle recentissime elezioni comunali, è al centro di indagini su presunti brogli elettorali: secondo la Procura diversi voti sono stati raccolti, grazie alle dovute complicità, utilizzando tessere di anziani che non erano andati a votare o di persone decedute. Certo gli accusati avranno tutte le possibilità di difendersi, e ci mancherebbe altro. Anche per questo non corriamo ora troppo sui nomi in quanto tali e non fomentiamo alcun tipo di gogna mediatica, seguendo invece con grande interesse, come sempre, il lavoro della Magistratura”.

“Ma che una questione etica mai risolta perché mai affrontata ci sia e sia di ampia portata ci sembra, oggi come ieri, indiscutibile. In questo secondo tempo della nostra città che, come qualcuno ha ben scritto, sembra tanto la triste prosecuzione del primo, ignorare tutto ciò, minimizzarlo, far finta di non vederlo o addirittura negarlo, sarebbe come ignorare o negare che l’aria che respiriamo per le strade risenta dell’odore dei rifiuti. Ne risente eccome, in ogni senso. Qualche considerazione finale sulla sciagurata questione della Sanità calabrese. A fine Novembre è finalmente terminato l’indecoroso balletto della nomina di un Commissario. E’ arrivato Guido Longo, già all’opera dalle nostre parti come questore e come prefetto. Benvenuto, buon lavoro, con l’auspicio che, nel suo percorso, incontri tutta la collaborazione possibile. Ma c’è un’altra persona alla quale il nostro movimento desidera, anche se non in tempo reale e ce ne scusiamo, dare il benvenuto e ringraziarlo per essere qui e non da oggi: è Gino Strada, e con lui Emergency. Quando è stato fatto il suo nome, anche come possibile commissario, fino ad affidargli poi i compiti di ordine squisitamente medico che sono il suo specifico, non abbiamo registrato per lui quella che chiameremmo una buona accoglienza. Neppure da coloro dai quali ce lo saremmo aspettato. Per esempio dai suoi colleghi di qui. Per esempio dall’associazionismo e dal volontariato. Da tutti coloro che, nella professione e nel tempo libero, fanno qui da noi cose belle e importanti, ma che poi sono in qualche modo vittime della sindrome della proprietà privata, rispetto alla quale “lo straniero” qui non deve venire, perché non ce n’è bisogno, ci sono già io e io so che cosa va fatto e che cosa no. Presi a tal punto dalle cose belle e importanti che facciamo noi che non sappiamo riconoscere la bellezza e la gratuità degli altri e lasciamo la parola a quanti dichiarano che “non abbiamo bisogno di medici missionari africani” o che “l’Italia non è l’Afghanistan” e che “non abbiamo bisogno di ospedali da campo”. Anche per questo siamo al punto in cui siamo. Per questa nostra atavica e vittimistica incapacità di prenderci le nostre responsabilità e la corrispondente propensione a scaricarle su”quelli di fuori”, specie se “del Nord”. Atteggiamenti che non portano lontano. L’augurio per il nuovo anno, e più che mai in un periodo così difficile, è che si diffonda sempre più la voglia di una cittadinanza attiva, vigile e responsabile che lasci sempre meno spazio al malaffare di qualsiasi provenienza e modalità di attuazione”, conclude la nota.