fbpx

Da quello stand sul Lungomare di Reggio Calabria al titolo italiano, Sara Costantino a StrettoWeb: la campionessa di tiro a segno che sogna le Olimpiadi di Tokyo

Credits: UITS / Marco Masetti

Sara Costantino si racconta a StrettoWeb: la campionessa italiana di tiro a segno ci svela i segreti della disciplina, i suoi sogni e il legame con la città di Reggio Calabria

A Reggio Calabria c’è una realtà sportiva davvero particolare, magari non proprio conosciuta a tutti, ma nella quale la città primeggia come eccellenza nazionale. Stiamo parlando del tiro a segno e della sua campionessa Sara Costantino, di recente vincitrice della medaglia d’Oro ai Campionati Italiani nella specialità femminile della pistola 10 metri. Raggiunta ai microfoni di StrettoWeb, l’atleta reggina ci ha svelato tanti segreti della disciplina, ha fatto un po’ da insegnante negli aspetti più tecnici, ma anche parlato della sua esperienza personale, dei suoi sogni e del legame con la città.

Per Sara è stato un 2020 straordinario, quantomeno a livello sportivo: prima il record nazionale, poi la medaglia d’oro. E non è una fortunata eccezione, l’atleta reggina si riconferma anno dopo anno. “È il quinto anno consecutivo che ho vinto un oro assoluto ai Campionati italiani. – racconta SaraL’anno scorso ho fatto il secondo posto nella specialità ad aria compressa, a fuoco ho vinto l’oro. L’anno scorso ho avuto un infortunio, non ero preparata al meglio per affrontare i Campionati Italiani, ma mi sono difesa bene. Quest’anno mi sono riscattata e mi sono ripresa ciò che ‘mi spettava’. Un mese fa ho anche ritoccato il record nazionale: ad una gara di qualifica valida come ammissione ai campionati italiani e ho fatto 580/600 che è il nuovo record italiano, superando il mio stesso record precedente di 576. È la terza volta che batto un mio stesso record. Non credevo di riuscire a fare il record, visto il periodo molto difficile che stiamo vivendo, è molto complicato affrontare le gare, è tutto sempre molto strano“.

Credits: UITS / Marco Masetti

Sara è una vera e propria campionessa, tanto da aver ricevuto la chiamata dalle Fiamme Gialle, corpo per il quale gareggia in ambito nazionale ed internazionale. “La chiamata dalle Fiamme Gialle è arrivata dopo il 10° posto agli Europei del 2019, al quale arrivavo dopo 3 ori consecutivi nel Campionato Italiano e con punteggi alti e record. – rivela SaraRingrazio le Fiamme Gialle per aver creduto in me e avermi sempre supportata“. Chi meglio di lei dunque può insegnare ai meno avvezzi alla disciplina in cosa consiste il tiro a segno, sport non molto ‘mainstream’ ma che come sottolinea “alle Olimpiadi porta sempre tante medaglie all’Italia“. Sara, in qualità di maestra, ci spiega che: “se sei appassionato di armi e ti piacerebbe sparare, puoi recarti al poligono della tua città. C’è sempre un allenatore che ti consiglierà il percorso da scegliere fra carabina o pistola, io sono andata diretta, a pelle, sulla pistola. Si può iniziare fin dai 10 anni, si è divisi in fasce d’età, io sono nella categoria senior. In gara nella mia categoria si sparano 60 colpi in 1 ora e 15 minuti. I colpi non devono essere per forza consecutivi, ad ogni colpo corrisponde un punteggio che va da 0 a 10, 600 è il punteggio massimo da raggiungere. Io ho iniziato quando avevo 12 anni. C’era una di quelle giornate dedicate allo sport, con gli stand in via Marina, io passeggiavo con la mia famiglia e mi sono innamorata dello stand del tiro a segno. Mio padre si è informato su dove fosse il poligono e ha portato me e le mie sorelle a provare. I miei genitori mi hanno sempre supportato e accompagnato alle gare, mi seguono sempre, specialmente oggi!“.

Credits: UITS / Marco Masetti

A proposito di genitori, non tutte le mamme e i papà sanno che il tiro a segno è uno sport dal grande carattere educativo che insegna valori importanti, educa alla disciplina e alla coscienza di cosa voglia dire impugnare un’arma, seppur per sport. Dunque i bambini possono non soltanto divertirsi, ma anche maturare fin dalla giovane età. Il tutto, come sottolinea Sara, in totale sicurezza: “questo è uno sport che mi ha fatto fare tante amicizie e di questo sono molto contenta. Il fatto di aver viaggiato anche da piccolina, ad esempio andando a Napoli a 12 anni, è stata una soddisfazione, inoltre mi ha permesso di visitare diversi posti d’Italia. Inoltre ti fa maturare, ti dà un senso di responsabilità in più visto che comunque si tratta di utilizzare delle armi. Vieni educato fin da piccolo, cresci con più consapevolezza in questo ambito, inizi a capire come funziona, hai più consapevolezza di cosa sia un’arma e dei rischi che si corrono. La prima cosa che ti insegnano è come maneggiare l’arma, al poligono ci sono tutte le sicurezze del mondo, gli allenatori ti tengono sotto controllo, non è pericoloso. Fino ai 16 anni i ragazzi non possono sparare con le armi da fuoco, ma solo ad aria compressa. Poi l’arma da fuoco viene data solo a chi dimostra una certa predisposizione“.

Credits: UITS / Marco Masetti

Ovviamente la predisposizione e la passione non bastano per vincere 5 titoli italiani consecutivi come Sara Costantino. Serve anche tanto allenamento. Lo sapevate che nonostante le apparenze, il tiro a segno è uno sport che richiede un grande allenamento fisico e atletico? “Questo sport è il mio lavoro, do il 100% in ogni aspetto, dagli allenamenti all’alimentazione. – racconta l’atleta regginaMi faccio consigliare da un esperto per migliorare l’aspetto muscolare, sono un po’ magra e vorrei mettere un po’ di massa muscolare per affrontare meglio le gare. Sto facendo anche palestra, ovviamente a casa visto il momento, abbiamo un personal trainer della Nazionale Italiana di Tiro a segno che ci segue costantemente anche in videochiamata, ci fornisce piani di lavoro quando ci vediamo ai raduni tecnici a Bologna: lì intensifichiamo l’allenamento che facciamo normalmente a casa. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, io ogni giorno vado al poligono di Reggio Calabria, la mia sede di allenamento, svolgo il mio allenamento con i tecnici cercando anche di personalizzare le sessioni per non renderle sempre uguali e migliorare ogni aspetto tecnico possibile. Inoltre facciamo anche delle gare con tutta la squadra della nazionale su Zoom. Abbiamo degli appuntamenti in cui ci colleghiamo con la videocamera dai nostri poligoni e gareggiamo: chi fa il punteggio più alto vince! Rendiamo un po’ più divertente la situazione attuale“.

Credits: UITS / Marco Masetti

Quante volte avete sentito storie di ragazzi che per studiare, trovare lavoro o anche intraprendere una carriera sportiva, hanno dovuto lasciare Reggio Calabria per emigrare in cerca di maggiore fortuna? Nel tiro a segno invece, Sara Costantino ha dimostrato come ci si possa allenare anche in ambito cittadino e ottenere grandi risultati. Il problema è invece a livello nazionale. “Il poligono dove mi alleno qui a Reggio Calabria è abbastanza fornito, non sarà il più grande d’Italia, però c’è quello di cui ho bisogno per allenarmi. – spiega SaraIn questo momento in Italia non abbiamo una struttura fissa per la Nazionale Italia, non abbiamo un poligono al chiuso, quando arriva il freddo siamo obbligati ad andare in Germania come abbiamo fatto ad esempio nel 2019, quest’anno ovviamente non è stato possibile. Io sono comunque orgogliosa dei risultati che sto ottenendo, perchè vengo da una città spesso screditata, ma mi fa piacere portare in alto il nome di Reggio Calabria, è la mia città e mi piacerebbe restarci. Venendo dal tanto criticato Sud ho sfiorato più volte per un nulla la carta olimpica, le differenze Sud-Nord sono solo nella testa di alcune persone“.

Certo Reggio Calabria ha anche i suoi difetti. Sara un po’ se ne rammarica, poi sorride, infine confessa di amare la sua città, nonostante tutto, un po’ come tutti i reggini alla fine: “io sono fortunata ad avere questo lavoro, ma so che per molti ragazzi è difficile trovare un posto di lavoro qui, soprattutto un lavoro in cui non si viene sfruttati. Io ci sono passata, ho cercato di resistere. Un consiglio che do è quello di tenere duro fino all’ultimo, poi qualcosa arriva! La questione spazzatura invece è tragica! Dove abito io non la raccolgono mai, si muore! (ride). È un vero peccato, vorrei che il problema venisse risolto al più presto per il bene e la salute di tutti. Io comunque amo Reggio Calabria, mi piace uscire e vivere la città, amo il mare e apprezzo che la gente sia molto solare“.

Se dunque per allenarsi Sara non dovrà cambiare città, per partecipare agli Europei in Finlandia dovrà farlo sicuramente! La tiratrice calabrese ci spiega come funzionano le convocazioni: “la Nazionale viene formata in maniera meritocratica, in base ai punteggi che facciamo durante le gare. Il campionato italiano ad esempio vale doppio, vista l’importanza della gara. Successivamente ci saranno 3 gare di selezione a gennaio e altre 3 a febbraio, attraverso la media di questi punteggi vengono scelte le 3 tiratrici per gli Europei in Finlandia nel 2021. Io lo scorso febbraio agli Europei non ho preso la carta olimpica per 1 punto. A maggio è saltata una gara che metteva in palio altre due carte olimpiche. Forse al campionato europeo potrebbero mettere una carta olimpica in palio, o magari ci sarà una gara a parte“.

Foto Getty / ALE CABRAL

Già, le Olimpiadi: il punto più alto al quale un atleta possa ambire, rappresentare il proprio paese nella kermesse più importante al mondo. Partecipare ai Giochi è il sogno nel cassetto di Sara, al quale è andata molto vicina in passato e al quale è certamente destinata in futuro, visti i risultati che sta ottenendo. Serve tanto allenamento e un pizzico di fortuna in più. Poi ci pensate all’emozione di poter incontrare dal vivo LeBron James o Federica Pellegrini? “Mi piacerebbe tanto andare alle Olimpiadi, sarebbe la ciliegina sulla torta della mia carriera, è l’obiettivo più grande al quale uno sportivo può ambire, è il top. – racconta Sara Io ce la metto tutta, credo che potrei farcela in futuro. Sono due volte che sfioro la carta olimpica, mi sfugge di un pelo: mi è capitato di non aver preso la carta olimpica per avere avuto meno mouche (colpi millimetricamente perfetti all’interno del cerchio del 10) della mia avversaria, ma con lo stesso punteggio. Io gli standard cerco di mantenerli sempre alti, speriamo bene! Chi vorrei incontrare alle Olimpiadi? Morirei ad incontrare LeBron James, mi supererebbe di 3 metri d’altezza probabilmente (ride). Anche Federica Pellegrini, all’ultima Olimpiade, sarebbe una grande emozione poterla vedere prima del ritiro. Sarebbe stupendo vedere dal vivo una cosa che ho sempre visto in televisione, un’emozione unica, non me lo immagino nemmeno, sembra strano pensare che io un giorno potrei andarci anche io. Ci sono però molto vicina!“.