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Reggio Calabria, “La Strada” sul caso Ripepi: “si dimetta per palese indegnità a ricoprire l’incarico di consigliere comunale”

Reggio Calabria, “La Strada” sul caso Ripepi: “si dimetta per palese indegnità a ricoprire l’incarico in virtù delle implicazioni etiche e morali della sua condotta”

“Apprendiamo dalla notizia pubblicata oggi da alcuni organi di stampa delle sconvolgenti vicende emerse da un documento del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, che dispone l’affidamento di una bambina di nove anni ai Servizi Sociali, previa sospensione della responsabilità genitoriale del padre e della madre, a seguito di un abuso perpetrato dallo zio della minore”, è quanto scrivono in una nota “La Strada” e “Riabitare Reggio”. “Suscita indignazione e sgomento – prosegue la nota- il contesto in cui l’orribile abuso è potuto avvenire, dal momento che, secondo quanto ricostruito dall’esame degli atti processuali, i genitori della piccola si sarebbero rivolti all’attuale consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Massimo Ripepi, a capo della Chiesa Cristiana di Catona, in quanto membri della stessa comunità religiosa; in tale frangente, Ripepi avrebbe invitato i genitori della minore, impossibilitati da circostanze contingenti a prendersi cura della propria figlia, ad affidarla alla nonna materna, pur essendo fatto notorio nell’ambito della comunità religiosa che quest’ultima vivesse con il figlio, già condannato con sentenza definitiva per violenza sessuale su minori. Secondo quanto rimarcato dal Tribunale, in un secondo momento, a seguito degli abusi subiti dalla minore da parte dello zio e raccontati alla madre dalla stessa bambina, Ripepi avrebbe dissuaso i genitori, facendo leva sulla forte influenza psicologica esercitata sulla famiglia in virtù del proprio ruolo di guida religiosa, dal denunciare il gravissimo atto alle autorità competenti. Fatte salve le responsabilità processuali riscontrabili in quanto accaduto -aggiunge la nota- per le quali vale comunque il principio del garantismo e la presunzione di innocenza, la condotta di Ripepi, oltre ad avere, secondo la ricostruzione del Tribunale, concorso a determinare una catena di eventi con conseguenze gravissime e traumatiche per la minore, risulterebbe, stando agli attuali esiti processuali, a nostro avviso eticamente inaccettabile e umanamente esecrabile. Anche qualora, secondo quanto affermato da Ripepi sul proprio profilo Facebook, quest’ultimo si fosse limitato a suggerire ai genitori di decidere autonomamente se denunciare o meno l’abuso, ci troveremmo di fronte ad un moralmente ed eticamente gravissimo atto omissivo rispetto ai doveri di un consigliere comunale, di un capo religioso e di un cittadin* tout court. Una simile omissione è estremamente grave anche perché ci troviamo di fronte a una totale mancanza di cura e di sensibilità nei confronti di persone fragili e massimamente bisognose di tutela. Per questo chiediamo a gran forza che si denunci sempre, perché il ruolo principale dei e delle rappresentanti delle istituzioni è la cura delle comunità e dei singoli. L’omertà è per noi il massimo disvalore etico, morale e politico. Qualora il consigliere Ripepi non avesse affermato di aver consigliato ai genitori di scegliere se denunciare o meno, ci saremmo limitati a chiedere l’autosospensione di Ripepi fino ad ulteriori esiti processuali”.

La Strada e Riabitare Reggio con Saverio Pazzano chiedono pertanto: “le dimissioni di Massimo Ripepi dal Consiglio Comunale per palese indegnità a ricoprire l’incarico in virtù delle implicazioni etiche e morali della sua condotta; a Fratelli d’Italia di prendere le distanze dall’operato di Ripepi, per il discredito gettato sulle istituzioni dalla sua presenza in Consiglio Comunale. Congiuntamente, il consigliere Saverio Pazzano chiederà di sfiduciare il consigliere Ripepi da Presidente della Commissione Vigilanza, proprio per il ruolo di denuncia da essa svolto. Denuncia ed omissione non possono andare di pari passo”.