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Reggio Calabria, la lettera di un lettore a Massimo Ripepi: “la fede non ti manca, supererai alla grande questo momento e tornerai più forte nel tuo cammino spirituale”

Reggio Calabria: la lettera aperta di un lettore, Vanni Crupi, a Massimo Ripepi

“Caro Massimo, tengo ad esprimerti la mia totale e sincera solidarietà. Presumo di aver conosciuto il tuo animo gentile ed altruistico con il quale quotidianamente ti adoperi in difesa degli umili, dei deboli e degli emarginati. Così come, certamente hai accolto la sventurata famiglia di cui la cronaca si sta occupando. Credo che l’unico vero giudice di ognuno di noi sia la propria coscienza e non so quanti di coloro che ti accusano possano vantarne una simile alla tua”. Lo afferma in una lettera aperta il lettore Vanni Crupi.

“Dov’erano lo Stato o le istituzioni quando questa famiglia cercava aiuto? Per tanti anni, anch’io ho cercato aiuto nelle istituzioni, senza mai trovarlo.  L’unica mano caritatevole, assolutamente disinteressata da politica, religione od altro, (tanto da continuare ad essere a tutt’oggi completamente estraneo alla tua fede spirituale), me l’hai offerta solamente tu e non lo dimenticherò mai”.

“È ormai raro, in questa società, sempre più incalzante verso il materialismo e l’egoismo, trovare qualcuno che ti tenda una mano. Si, una mano che cerchi di aiutarti come può e come sa, magari anche sbagliando, ma in buona fede. Siamo umani e come tali soggetti ad errori. Bisogna capire se questi errori scaturiscono da finalità di bene, oppure sono causati da un bieco tornaconto”.

“Caro Massimo, non sta a me ricordartelo, ma soffermati sul fatto che Gesù Cristo è stato ucciso dagli Scribi e dai Farisei, certamente ascendenti di questi ipocriti, falsi buonisti che, per proprio tornaconto, anche politico, ti accusano. La fede non ti manca, supererai alla grande questo momento e tornerai più forte nel tuo cammino spirituale.  Ti abbraccio”.