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Reggina, duro comunicato degli ultras: “chi non ha le palle si faccia da parte”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il comunicato degli Ultras della Curva Sud 1914 dopo il confronto di questa mattina al Sant’Agata con i calciatori della Reggina

Settima sconfitta nelle ultime otto giornate per la Reggina. E’ in fase di riflessione la società, è invece su tutte le furie la tifoseria. Anche contro il Cittadella la squadra amaranto ha dimostrato poca cattiveria agonistica, soprattutto nel secondo tempo, un atteggiamento poco gradito ai sostenitori calabresi. Questa mattina una delegazione ultras si è recata al Sant’Agata dove ha avuto un confronto con i leader del gruppo adesso allenato da mister Marco Baroni, e il messaggio è stato chiaro. Serve una scossa a tutti i costi. Ecco il comunicato ufficiale, firmato Curva Sud 1914, apparso sui canali social:

“Oggi, una nostra delegazione si è recata al S. Agata, per un confronto schietto e diretto in merito all’attuale situazione che la nostra squadra sta vivendo. Son poche le parole che abbiamo riferito, ma sicuramente il messaggio è arrivato. Come già avvenuto all’inizio del campionato abbiamo ribadito i valori fondamentali che dovevano e devono essere onorati, ovvero rispetto e dignità verso la Città e verso questa maglia, valori che a nostro modo di vedere oggi mancano.

Riteniamo quindi sia inconcepibile e inaccettabile questa situazione, pertanto abbiamo letteralmente chiesto a chi non abbia la voglia, le palle e l’orgoglio di rispettare questi valori di farsi da parte. Tutti sono stati messi e saranno messi di fronte alle loro responsabilità, dal presidente all’ultimo dei magazzinieri, nessuno è esente da colpe. Si può perdere ma con dignità, dignità che anche gran parte della città dovrebbe rispolverare, perché le Reggina siamo noi, non ci sono presidenti, non ci sono calciatori, non ci sono allenatori e non c’è categoria. L’unica cosa che dobbiamo pretendere è il rispetto e l’amore verso questa maglia e questa città. Ognuno tragga le sue conclusioni. Noi ci siamo rotti il cazzo di tutto e di tutti”.

Scusaci tanto, Massimiliano Mirabelli