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Reggina, Baroni ad un passo: l’identikit del mister tra moduli utilizzati e curriculum

  • Gettyimages / Alessandro Sabattini
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  • Gettyimages / Francesco Pecoraro
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  • Gettyimages / Giuseppe Bellini
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  • Enrico Locci/Getty Images
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Reggina, le prossime ore potrebbero essere decisive per l’arrivo di Baroni: un approfondimento sulle sue caratteristiche di gioco e sui calciatori utilizzati

Sono ore di riflessione in casa Reggina, la società è impegnata a trovare il sostituto di mister Mimmo Toscano. Fatale per l’allenatore la sconfitta di ieri sera contro il Venezia, che gli è costata il posto in panchina. “Adesso non possiamo sbagliare scelta, decideremo con calma”, ha affermato nel post partita in conferenza stampa il Presidente Luca Gallo, che intanto ha affidato la squadra al tecnico Gianluca Falsini. Questo perché sono diversi i nomi dei candidati su cui la dirigenza ha già iniziato a muoversi, anche se in queste ultime ore uno sembra essere in pole su tutti. Secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il favorito è al momento Marco Baroni, ex Benevento e Cremonese fra le tante. L’allenatore fiorentino ha una buona esperienza in Serie B, le valutazioni sono in corso per capire se con la sua filosofia di gioco potrebbe trattarsi del profilo giusto per mettere in risalto le caratteristiche della rosa amaranto.

Baroni è ufficialmente allenatore dal 22 giugno 2000, quando diventa allenatore della Rondinella, club di cui ha vestito l’ultima maglia da calciatore prima di appendere le scarpette al chiodo. Per lui poi tante chance in Serie C con Carrarese, Sudtirol, Ancona, Siena, Cremonese, trascorrendo inoltre anche un periodo con la Juventus Primavera (dal 2011 al 2013). La prima esperienza in cadetteria la vive con la Virtus Lanciano nella stagione 2013/2014, quando riesce ad ottenere la salvezza e a sfiorare quasi gli spareggi promozione. Da lì inizia la conferma in Serie B prima con il Pescara (conclude al 9° posto) e poi con il Novara (raggiunge i play-off, ma viene sconfitto al primo turno). L’exploit più positivo è sicuramente quello di Benevento, trascinato nel 2016/2017 sino ai play-off e alla conquista della prima storica promozione in Serie A. Un successo che però non riesce più a ripetere, né coi sanniti che lo esonerano nell’ottobre seguente (9 sconfitte su 9), né con il Frosinone (retrocesso nel 2019), né con la Cremonese (2 sole vittorie in 11 partite tra l’ottobre 2019 e il gennaio 2020). E’ questa la sua ultima esperienza su una panchina, in attesa chissà da una chiamata con accento romano proveniente da Reggio Calabria.

Reggina, Baroni ad un passo: qual è il suo modulo di gioco preferito?

Nelle ultime due stagioni con Frosinone (2018/19) e Cremonese (2019/20) mister Marco Baroni ha prediletto il 3-5-2, che si avvicina molto a quello utilizzato dal tecnico Toscano. In realtà, prima di allora, ha preferito sempre preferito una difesa a quattro, alternando il 4-3-3 al 4-2-3-1. A Lanciano è infatti il 4-3-3 modulo di sicuro affidamento utilizzato per sfruttare sulla corsia mancina le incursioni di Mammarella ed in attacco la freschezza di Thiam, Falcinelli, Gatto e Piccolo. L’anno dopo a Pescara la storia si ripete, anche se da gennaio in poi si materializza il passaggio al 4-4-2 con gli allora giovani Bjarnason e Politano, insieme ad un super centravanti come Sansovini. Anche nel 2015/16 a Novara si parte con il 4-3-3, poi trasformato in 4-2-3-1 per utilizzare al massimo le qualità di Gonzalez, Faragò, Lanzafame ed Evacuo.

E’ infatti con il 4-2-3-1 lo schema che gli permette di portare il Benevento in Serie A, una strategia riproposta anche nel campionato successivo ma che non ha sortito gli effetti sperati. Marco Baroni ha fatto tesoro di quella esperienza, tanto da iniziare a preferire con il Frosinone un più difensivo ed equilibrato 3-5-2 per affrontare le maggiori squadre del campionato italiano, poi con la Cremonese per adattarsi ai calciatori a disposizione di una rosa presa in corsa solo nel mese di ottobre.

E’ facile pensare dunque che Baroni con la Reggina faccia lo stesso, ovvero adattarsi alle caratteristiche dei giocatori amaranto e perché no poi col tempo riuscire ad un passaggio al “suo” modulo con la difesa a quattro. Il team calabrese è composto infatti da molti jolly in grado di ricoprire più ruoli: ad esempio Delprato e Liotti in difesa, oppure Crisetig e Folorunsho a centrocampo, o ancora Rivas e Bellomo in attacco.

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